Torniamo a parlare di chemsex, ovvero di quella sessualità promiscua praticata sotto l’effetto di sostanze disinibenti ed eccitanti, diffusa inizialmente a Londra tra le comunità gay, ora presente in modo dilagante anche nelle grandi metropoli italiane.

Chemsex a Milano

Il problema è molto attuale nella città di Milano, i numeri stanno aumentando e i servizi territoriali non sono del tutto attrezzati per rispondere a questo problema. La domanda aumenta e le città di Milano e Bologna stanno predisponendo centri di cura adatti e specifici per far fronte a questo fenomeno. Sono stati aperti check point gestiti da volontari e supportati da personale sanitario in cui vengono fatti esami di screening gratuiti, distribuiti farmaci per abbattere la carica virale dell’HIV (PrEP), si fa informazione e prevenzione. Questi sono i primi steps per affrontare un tema sanitario avvolto ancora nello stigma, nella vergogna e nella disinformazione.

Che cos’è il Chemsex?

Il chemsex nasce come fenomeno di sperimentazione di una sessualità di gruppo maggiormente disinibita, priva di freni inibitori e amplificata che ha interessato maggiormente maschi omosessuali. La spinta erotica ed eccitatoria è sostenuta dall’uso di sostanze disinibenti e stimolanti come il GHB (acido idrossibutirrico anche noto come “droga dello stupro”), il mefedrone, l’amfetamina, la metanfetamina, la ketamina, la cocaina, cocktail che si accompagnano a farmaci che favoriscono e mantengano la funzione erettile come Cialis e Viagra. Gli incontri solitamente si organizzano tramite i social in case private e i partecipanti possono essere anche una quindicina, questi incontri non si esauriscono in una notte.

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Effetti del Chemsex

In questi contesti la persona si trova immersa in un mondo in cui il tempo è sospeso, la relazione con l’altro è veicolata dalle sostanze, la percezione del proprio corpo è amplificata al massimo, ogni limite è superabile e il senso di onnipotenza è al massimo. Questa “sbornia” di sensazioni spinte all’estremo e l’uso sostenuto e incontrollato di sostanze rappresentano un alto rischio di sviluppare dipendenza dalle droghe. Inoltre, l’abbassamento delle difese rispetto ad una sessualità promiscua può determinare una maggiore diffusione di malattie infettive. Le difese protettive della persona si allentano e si è più esposti e meno consapevoli rispetto al tema di malattie sessualmente trasmesse.

Ad oggi rispetto all’HIV sono a disposizione dei farmaci che abbattono la carica virale nel sangue (PrEP) e permettono di avere rapporti sessuali anche non protetti. Il problema tuttavia permane per le persone che non sanno di aver contratto il virus e che praticano il sesso senza alcuna prevenzione. Ricordiamo anche che quando parliamo di malattie sessualmente trasmesse non parliamo solo del virus dell’HIV ma anche:

  • epatite C
  • sifilide
  • gonorrea
  • herpes e altri ancora.

Dipendenza da sesso chimico in aumento tra le donne

Come ogni dipendenza inoltre si evidenzia il rischio di spingere l’acceleratore sempre più in basso per provare sensazioni sempre più forti passando così da una sostanza inalata alla stessa sostanza assunta per via iniettiva e ad aumentare sempre più la frequenza a questi incontri.

Non dimentichiamoci che questo non è un fenomeno di “nicchia”, le donne che accedono ai chemsex sono salite al 30%, molte ragazzine in discoteca assumono ecstasy e praticano sesso senza protezione. Il rischio dunque rimane molto alto.

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