La cocaina è ricavata dalle foglie di coca, un arbusto coltivato principalmente in Colombia, Bolivia e Perù, e viene trasportata da diversi punti di partenza in America meridionale e centrale verso l’Europa con vari mezzi, tra cui i voli passeggeri, merci trasportate via aereo, aerei privati, yacht e altre barche di piccole dimensioni. Il quantitativo più elevato sembra comunque essere contrabbandato con le merci trasportate via mare, in particolare in container. I Caraibi, l’Africa occidentale e l’Africa settentrionale sono importanti zone di transito della cocaina che giunge in Europa.

Come avviene la distribuzione di cocaina?

Al livello intermedio è visibile una riorganizzazione della catena di approvvigionamento della cocaina, con l’emergere di strutture organizzative disperse e più orizzontali. L’imprenditorialità è evidenziata da strategie di distribuzione innovative in cui gli spacciatori competono fra di loro offrendo servizi aggiuntivi, quali opzioni di consegna rapide e flessibili e disponibilità di altre sostanze stupefacenti.

Al dettaglio, la vendita di droga è ancora effettuata principalmente attraverso contatti diretti tra fornitori e consumatori. Le tecnologie mobile tuttavia, sono sempre più sfruttate dalle reti del traffico e, negli ultimi anni, le piattaforme online per la vendita di droga, pur costituendo una componente relativamente modesta del mercato complessivo, stanno assumendo un’importanza crescente.

Il consumo di cocaina

La prevalenza del consumo problematico di cocaina è particolarmente difficile da stimare perché questo stupefacente è meno visibile negli indicatori comunemente utilizzati, che tendono a essere maggiormente incentrati sui problemi correlati agli oppiacei.

Dal 2014 il numero di nuovi utenti presi in carico da servizi di trattamento per problemi legati alla cocaina, sebbene ancora relativamente basso in valore assoluto, è cresciuto di oltre il 35 % . Questo stupefacente è spesso rinvenuto insieme ad oppiacei nei decessi per overdose mentre il ruolo della cocaina in casi di decesso legati alle malattie cardiovascolari normalmente non è ancora segnalato. I dati, quando sono disponibili, indicano comunque un aumento complessivo degli accessi ai reparti di emergenza correlati al consumo di cocaina. La cocaina è stata rinvenuta anche in un quarto o più delle siringhe esaminate in tre delle cinque città che hanno partecipato a un progetto pilota sull’utilità dell’analisi dei residui contenuti nelle siringhe ai fini della mappatura dei modelli di consumo per via parenterale.

In aumento l’uso di cocaina crack

I dati disponibili inoltre indicano che l’uso di cocaina crack, una forma di cocaina che viene fumata ed è associata in modo particolare a un uso problematico, si sta diffondendo e, un aumento significativo del numero di consumatori si stima in Belgio, Irlanda, Francia, Italia, Portogallo e nel Regno Unito, il paese europeo in cui l’uso di questa sostanza sembra essere più diffuso.

I sequestri di sostanze illecite da parte delle forze dell’ordine costituiscono un altro importante indicatore dei mercati della droga.

Il maggior numero dei sequestri segnalati riguarda piccole quantità di stupefacenti confiscate ai consumatori, ma la maggior parte del quantitativo totale di droga sequestrato è concentrato in poche partite del peso di molti chilogrammi. I tre paesi che riferiscono il maggior numero di sequestri (complessivamente oltre i due terzi di tutti i sequestri di droga nell’Unione Europea) sono la Spagna, il Regno Unito e la Francia.

Dati sui sequestri di cocaina

Nel 2017 il numero di sequestri di cocaina e la quantità sequestrata nell’Unione Europea hanno raggiunto i livelli più alti mai registrati, con oltre 104 000 sequestri di cocaina segnalati per un totale di 140,4 tonnellate. La quantità di cocaina sequestrata ha superato il livello massimo precedente, registrato nel 2006, di oltre 20 tonnellate ed è stata il doppio di quella sequestrata nel 2016. Con un totale di sequestri di circa 86 tonnellate, il Belgio (45 tonnellate) e la Spagna (41 tonnellate) hanno rappresentato il 61 % del totale UE stimato del 2017, ma quantitativi elevati sono stati segnalati anche dalla Francia (17,5 tonnellate) e dai Paesi.

Dati sull’uso di cocaina nell’Unione Europea

Si stima che 18,0 milioni di adulti nell’Unione Europea (15-64 anni), pari al 5,4 % di questa fascia d’età, abbiano provato la cocaina nel corso della propria vita. Tra questi, circa 2,6 milioni di giovani adulti di età compresa tra i 15 e i 34 anni (2,1 % di questa fascia d’età) hanno fatto uso di cocaina nel corso dell’ultimo anno.

Sei paesi, ossia Danimarca, Irlanda, Spagna, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito, hanno segnalato una prevalenza del consumo di cocaina tra i giovani adulti nell’ultimo anno pari o superiore al 2,5 %.

Un’analisi statistica delle tendenze di lungo periodo del consumo di cocaina tra i giovani adulti nell’ultimo anno è possibile solo per un piccolo numero di paesi, in cui vi sono prove di un incremento dell’uso. L’indagine annuale condotta nel Regno Unito ha evidenziato un aumento al 4,7 % dopo un periodo di relativa stabilità; la quarta indagine annuale comparabile nei Paesi Bassi ha confermato una tendenza all’aumento, con una percentuale che ha raggiunto il 4,5 %; in Francia la tendenza all’aumento è proseguita e per la prima volta è stato superato il 3 %. La Spagna ha invece continuato a registrare una diminuzione della prevalenza, scesa al 2,8 %.

Uno studio sulle tendenze svolto nel 2018 dall’EMCDDA analizzando molteplici fonti di dati ha evidenziato che la maggior disponibilità di cocaina più pura sui mercati europei della droga potrebbe essere all’origine di una ripresa del consumo di questa droga in alcuni paesi. Lo studio ha evidenziato inoltre che la cocaina si sta espandendo in nuovi mercati nell’Europa orientale, dove in precedenza era poco usata.

Analisi delle acque reflue per individuare residui di cocaina

I risultati delle indagini sulla popolazione sono integrati dall’analisi delle acque reflue comunali svolta nell’ambito di uno studio condotto in varie città allo scopo di individuare residui di cocaina. Le relazioni di analisi delle acque reflue concernenti il consumo generale di sostanze pure in una determinata area abitata, e le relative conclusioni, non sono direttamente confrontabili con le stime sulla prevalenza risultanti dalle indagini sulle popolazioni nazionali. Le conclusioni dell’analisi delle acque reflue sono presentate sotto forma di quantitativi standardizzati (carichi di massa) del residuo giornaliero di droga per 1 000 abitanti. Possono fornire informazioni sul volume di cocaina usata in un determinato luogo, ma non forniscono informazioni dirette sul numero di consumatori.

Un’analisi del 2018 ha rinvenuto i carichi di massa più elevati di benzoilecgonina, il principale metabolita della cocaina, in alcune città di Belgio, Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito. Il confronto con i dati dell’anno precedente fa ritenere che l’uso sia in generale in crescita. Delle 38 città che dispongono di dati per il 2017 e il 2018, 22 hanno segnalato un incremento, cinque un calo e 11 una situazione stabile. Per molte delle 13 città che dispongono di dati per il 2011 e per il 2018, la tendenza nel lungo periodo è in aumento.

Richieste di trattamento per la dipendenza da cocaina

Quasi i tre quarti (73 %) di tutte le richieste di trattamento specialistico per dipendenza da cocaina in Europa sono riconducibili a Spagna, Italia e Regno Unito. Nel complesso, la cocaina è stata indicata come droga primaria da circa 73 000 utenti dei servizi specialistici di trattamento della tossicodipendenza nel 2017 e da oltre 33 000 utenti entrati in trattamento per la prima volta.

Dopo un periodo di calo, il numero totale dei consumatori entrati per la prima volta in trattamento per consumo di cocaina è aumentato del 37 % tra il 2014 e il 2017. Gran parte di questo aumento è riconducibile all’Italia e al Regno Unito, ma i paesi che hanno registrato un incremento durante lo stesso periodo sono in totale 19. Nel complesso, i dati europei più recenti rivelano un intervallo di 11 anni tra il primo uso di cocaina, in media all’età di 23 anni, e il primo trattamento per problemi legati alla cocaina, in media all’età di 34 anni.

La maggior parte degli utenti in carico a servizi di trattamento specialistico per problemi legati al consumo di cocaina è costituita da consumatori primari di cocaina in polvere (55 000 pari al 14 % di tutti gli utenti in carico ai servizi specialistici nel 2017).

L’uso di altre sostanze insieme alla cocaina

La maggior parte degli utenti che indicano la cocaina come droga primaria è in trattamento per il consumo di cocaina da sola (46 % di tutti gli utenti in carico per l’uso di cocaina in polvere) o in combinazione con cannabis (20 %), alcol (23 %) o altre sostanze (10 %). In genere si tratta di un gruppo relativamente bene integrato da un punto di vista sociale, con condizioni di vita stabili e un lavoro regolare, rispetto a chi entra in trattamento per problemi di oppiacei.

La situazione è diversa, invece, per gli utenti in trattamento per uso primario di cocaina crack (11 000 utenti ossia il 3 % di tutti gli utenti in carico per l’assunzione di droghe nel 2017), che appaiono più emarginati. La maggior parte delle richieste di trattamento in relazione al crack è segnalata dal Regno Unito (65 %). Molti degli utilizzatori primari di cocaina crack segnalano l’eroina come sostanza problematica secondaria. Dal 2014 si segnalano aumenti del numero di utenti in carico per l’uso di cocaina crack in Belgio, Irlanda, Francia, Italia, Portogallo e Regno Unito.