La diffusione delle diverse tecnologie e il facile accesso alla rete ha portato grandi mutamenti nella quotidianità relazionale di ognuno di noi. In particolare sono i giovani a essere colpiti da questo nuovo modo di comunicare e stare in relazione. Molti degli scambi relazionali si sono oramai “trasferiti” nella realtà virtuale, il web permette di conoscere persone nuove, mantenere i contatti con persone conosciute e agire le relazioni e la sessualità. Gli strumenti utilizzati per vivere la propria sessualità sono moltissimi: SMS, chat, mail chiamate, videochat, forum, blog, social network, applicazioni, etc. .

Negli ultimi anni stiamo assistendo a dei nuovi fenomeni, tra questi possiamo indicare il Cybersex e il Sexting.

Che cosa è il cybersex?

Il “cybersex” definito come “sesso virtuale” è l’attività sessuale, simulata o praticata a cui partecipano due o più persone collegate dall’uso di internet, con uno sguardo più ampio possiamo definirlo come tutte quelle attività attraverso le quali si ottiene una gratificazione sessuale utilizzando il mezzo informatico.

Che cosa è il sexting?

Il “sexting” neologismo inglese, da tempo adottato anche nella lingua italiana, nato dalla fusione delle parole “sex” sesso e “texting” messaggiare e letteralmente significa inviare messaggi o immagini con contenuti sessuali espliciti attraverso l’uso di devices.

Il circuito di funzionamento è il seguente: una persona si fa un video o una foto con smartphone, tablet o webcam mentre si spoglia, assume pose sensuali o pratica autoerotismo e il video viene poi inviato a un’altra persona, oppure c’è una persona che guarda la scena in diretta anche attraverso l’uso dei social.

Quali sono i motivi che spingono i giovani ad accedere a contenuti sessuali online?

  • Per avere informazioni sulla sessualità in mancanza di un confronto con gli adulti di riferimento, internet permette l’accesso immediato a una vastissima quantità di informazioni che vanno dal funzionamento, all’anatomia, alle pratiche sessuali.

  • Per accrescere il proprio soddisfacimento personale sia da soli che in compagnia con altri, in entrambi i casi il cybersesso si accompagna alla masturbazione, quindi può essere usata sia come sostituto di relazioni sessuali reali che in associazione a esperienze vissute.

Diffusione del sexting e del cybersesso

Questa pratica si sta diffondendo tra i preadolescenti e gli adolescenti grazie alla grande facilità di accesso alla rete, i ragazzi attraverso l’uso di internet cercano informazioni circa la sessualità e puntando sempre più sull’immagine, la esibiscono con il rischio che questa forma diventi l’unica attraverso la quale esperire il piacere. In questo periodo di vita i ragazzi spesso non sono completamente consapevoli del fatto che questa pratica può portare delle conseguenze e altresì i genitori non sono a conoscenza di ciò che accade nelle interazioni che i figli hanno online.

Il sexting e il cybersesso sono particolarmente diffusi nella popolazione tra i 12 e i 16 anni periodo in cui oltre al desiderio di esplorare la sessualità possono nascondersi problemi di tipo relazionale, dove lo schermo del PC, del tablet o dello smartphone funge da filtro che aiuta il piacere di mettersi in mostra, ma ripara dalla relazione reale e dalla paura dell’ipotetico rifiuto. Gli adolescenti rispetto agli adulti sono più fragili e più facilmente condizionabili dagli stimoli visivi proposti dal web, al contempo non possiamo pensare di delegare l’educazione affettiva dei nostri figli a questo canale, perché il rischio in cui i giovani incorrono è quello di identificare nella sessualità una serie di atti meccanici che non coinvolgono l’individualità e il bisogno di stare in relazione con l’altro.

Quali possono essere le conseguenze del sexting e del cybersesso?

  • Perdita della privacy: una volta che il contenuto è online o viene inviato a qualcuno di fatto perdiamo il controllo su di esso

  • Traumi psicologici: mostrando la nostra intimità possiamo portare un danno alla reputazione e immagine con relative conseguenze emotive, vergogna, isolamento, depressione, basti pensare agli eventi di cronaca non troppo distanti nel tempo

  • Rischio di reati penali: anche un minore può essere perseguito penalmente comportando l’accusa di diffusione di materiale pornografico minorile

  • Cyberbullismo: diventando vittima di umiliazioni e tentativi di estorsione

Cosa possono fare i genitori?

Vietare l’uso dei device non è una via praticabile, quello che invece i genitori possono fare è imparare ad usare il cellulare e la rete, farlo insieme ai ragazzi, parlare con loro dei rischi che si corrono. Mantenere una relazione di confidenza e di ascolto in cui sia possibile raccontare senza paura difficoltà, i messaggi o le esclusioni che fanno stare male, il desiderio di accettare un invito che razionalmente riconosce come pericoloso. Fare attenzione all’uso che i ragazzi fanno dei diversi device, mettendo delle regole chiare e condivise rispetto al loro utilizzo, chiarendo che effettuerete un controllo della cronologia e delle applicazioni utilizzate. Parlare con loro dell’affettività, cercando di cogliere i segnali di disagio, i cambiamenti del comportamento e delle abitudini alimentari e del ciclo sonno-veglia che sono sempre segnali predittivi rispetto alla salute psicofisica dei ragazzi.

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