“Per dimenticare- Bevo bevo bevo- Per ballare meglio- Bevo bevo bevo- Quando mi diverto- Bevo bevo bevo-
Quando non mi diverto- Bevo bevo bevo- Per conoscer gente- Bevo bevo bevo- E per rincontrarla
Bevo bevo bevo- Perché non c’è altro- Bevo bevo bevo- Per tenermi calmo- Bevo bevo bevo”

Ministri, 2008

Cos’è il binge drinking?

Binge drinking letteralmente significa “abbuffata alcolica”. Il binge drinking non è una semplice bevuta, ma una sorta di rituale sociale durante il quale si ingeriscono quantità di alcool notevoli (anche quattro o più drink!) in un breve arco di tempo, generalmente a stomaco vuoto.

È una vera e propria tendenza, un’abitudine che soprattutto i giovani e giovanissimi consumato il fine settimana, alla ricerca dello “sballo”. Si tratta chiaramente di una tendenza pericolosa: può portare al ricovero per coma etilico o anche alla morte, ma l’aspetto più preoccupante è che generalmente i ragazzi non ne sono consapevoli o comunque tendono a minimizzare i rischi.

Quanto è diffuso il fenomeno del binge drinking tra i giovani in Italia?

Inutile nascondere l’evidenza: il binge drinking sta diventando un fenomeno di massa destando una comprensibile preoccupazione nelle famiglie.

L’alcol è sempre di più il grande protagonista del venerdì e del sabato sera dei ragazzini; basta passare in una piazza o in un giardino durante i fine settimana per vede pre-adolescenti e adolescenti che, stretti su una panchina o seduti su un marciapiede, sorseggiano bottiglie di superalcolici. Ci si può rendere così conto dell’entità del fenomeno.
I ragazzi sempre più spesso si mettono a rischio, partecipano a giochi alcolici in gruppo, si sfidano ai drink-game, anche sui social network, si fotografano e si riprendono mentre sono sbronzi, vomitano e si sentono male.

In pochi anni è più che raddoppiato il consumo di alcol nella fascia più giovane, quella dagli 11 ai 17 anni. Le cifre sono preoccupanti: a rischio 778 mila teenager. Nel 2015 il 64,5% della popolazione di 11 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’anno.
Questi dati spaventano soprattutto perché i giovani sono i più vulnerabili agli effetti sia fisici che mentali dell’alcol; i rischi legati al consumo, per loro, sono molto maggiori rispetto a quelli a cui vanno incontro gli adulti.

Perché i giovani vogliono “sballarsi”?

Il binge drinking è, in un certo senso, un modo nuovo e (pericoloso) di assecondare una tendenza da sempre presente durante l’adolescenza.
Da sempre infatti durante l’adolescenza i ragazzi mettono in atto comportamenti a rischio, cercano la trasgressione, iniziano a trovare stretti i modelli imposti dagli adulti e tentano di distaccarsene per ricercare una propria autonomia e identità.

Comportamenti come bere, fumare, fare uso di droghe sono, per molti adolescenti, un atto di omologazione sociale: in altre parole, è un modo per cercare l’approvazione e il riconoscimento dei loro pari. Oggi questi comportamenti si riversano anche sui social network, dove gli stessi autori li condividono per mettersi in mostra.

Gli adolescenti hanno bisogno di sperimentarsi e di sentirsi parte del gruppo. L’alcol, purtroppo, li aiuta: li fa sentire più sicuri, più loquaci e disinvolti nelle relazioni con i pari. Così i ragazzi finiscono per considerarlo una parte normale della loro vita sociale e non sentono il peso dei danni alla salute che comporta.

droghe da sballo

Quali sono i rischi del binge drinking?

La dipendenza alcolica

Il binge drinking è un fattore di rischio per lo sviluppo della dipendenza da alcol negli adolescenti. Uno studio recente ha evidenziato come, nel campione di giovani presi in considerazione dallo studio, coloro a cui era stata diagnosticata una dipendenza da alcool erano tutti habitué del binge drinking (al contrario, fra chi non aderiva a questo tipo di comportamento non erano state diagnosticate alcol-dipendenze).

Il rischio che dal binge drinking si passi all’alcolismo vero e proprio quindi c’è, ed è ancora più forte proprio perché parliamo di giovani e giovanissimi (una fascia di età in cui, come già detto, sia gli effetti che i danni dell’alcool sono più forti).

Il coma etilico

Come già riportato, nell’immediato il rischio di un coma etilico è tutt’altro che da ignorare. Le conseguenze vanno dal ricovero fino alla morte.

I danni dell’alcool sull’organismo

Anche indipendentemente dal binge drinking, i danni causati dall’alcool sono molteplici e agiscono un po’ su tutto l’organismo.
Si va dagli ovvi effetti sul fegato (cirrosi, epatiti, dolori…) a quelli su stomaco e intestino (gastriti, ulcere, infiammazioni), dalla perdita di tessuto muscolare fino agli effetti sul cervello (come perdita di memoria, stati confusionali o allucinatori).
In presenza di ingestione massiccia di alcool, anche il sangue diventa meno efficiente nella sua fondamentale funzione di trasporto dell’ossigeno, con effetti a catena più o meno gravi su tutti gli organi.

I genitori come possono aiutare i propri figli?

Purtroppo spesso i genitori sono gli ultimi a rendersi conto delle problematiche che riguardano i propri figli, soprattutto per quanto riguarda i comportamenti a rischio. I ragazzini che bevono il sabato sera prendono ovviamente tutte le precauzioni perché padre e madre non si accorgano di niente…

Quindi, cari genitori, il nostro consiglio è di giocare di anticipo.

Cercare di arrivare, con il vostro intervento, prima ancora che vostro figlio si metta in una condizione di rischio. L’atteggiamento più utile è di lasciare sperimentare i propri figli, ma ponendo loro dei limiti e dei confini ben chiari. Ponetevi a una giusta distanza e mantenete sempre una soglia di attenzione alta in modo tale da intervenire, qualora fosse necessario, aiutandoli a rimettersi sulla giusta via prima che il comportamento occasionale diventi sempre più abituale e pericoloso.

Ecco alcuni consigli che potrebbero esservi utili:

  • Siate per loro un modello positivo, dando il buon esempio. Se consumate alcolici in casa, fate in modo che siano una componente ordinaria e moderata dei pasti, senza eccessi. Dimostrate loro che ci si diverte e si sta bene anche senza alcool. Parlate e condividete sia gli effetti positivi che i limiti e le criticità dell’assunzione di alcol.
  • Comunicate e informate. Instaurate una buona comunicazione con i vostri figli fin da quando sono ancora piccoli, non aspettate l’adolescenza per farlo. Comunicare con un figlio significa dare spazio di ascolto alle parole e ai silenzi che lui o lei vi porterà. Solo così potrete essere ‘presi in considerazione’ dai vostri figli quando si troveranno ad affrontare e a gestire delle difficoltà nel periodo adolescenziale. Al momento giusto, potranno sentirsi liberi di chiedervi informazioni, condividere con voi dubbi, paure e domande perché sapranno che davanti a loro c’è un genitore capace di comprendere e consigliare nel modo migliore.
  • Ponete regole e confini chiari. Ponetevi con autorevolezza nei riguardi di vostro figlio/a, cercate di mantenere un ruolo educativo e mettete dei limiti quando servono. Non fate gli amici: è dannoso e controproducente. I ragazzi hanno bisogno di genitori, hanno bisogno di limiti, anche se poi tendono a metterli in discussione… è il loro “compito”! E’ fondamentale riuscire ad avere un ruolo armonico e flessibile: regole e rigidità devono essere accompagnate da permessi e autorizzazione all’esplorazione. Può essere positivo offrire punti di vista personali :“Io farei cosi…”, “Io la penso in questo modo…”, e al tempo stesso permettere al figlio di sperimentare e di assumere una sua posizione.
  • Ovviamente ci deve essere piena alleanza e congruenza sia nello stile educativo personale che della coppia genitoriale: prendere atteggiamenti diversi a seconda dell’umore del momento (o del genitore al quale il ragazzo si rivolge) crea solo confusione nei giovanissimi.
  • Insegnate loro a sentirsi sicuri con gli altri e adeguati anche se diranno dei “no”: sottolineate l’importanza di pensare con la propria testa, seguire i propri desideri e le proprie necessità, non lasciandosi influenzare dal giudizio degli altri. Bisogna saper dire di no, prendendo una posizione, senza il timore che gli altri possano restarci male. Fate loro capire che, se sono veri amici, rispetteranno la scelta.

La soluzione islandese al binge drinking

L’Islanda è un paese con un’esperienza particolare. È uno dei pochi paesi ad aver affrontato con successo il problema della diffusione di alcool fra i giovani, riuscendo addirittura a ribaltare la classifica negativa che vedeva i giovani islandesi come i maggiori consumatori di droghe e alcol d’Europa. Oggi il consumo di alcol fra i giovani è del 5%, contro il 48% di alcuni anni fa.
Come hanno raggiunto un risultato così straordinario? Attivando interventi drastici e diretti.

Ad esempio, hanno introdotto il coprifuoco, incentivato una maggiore collaborazione tra istituti scolastici e genitori, hanno introdotto dei divieti e hanno portato gli adolescenti a frequentare attività extrascolastiche (sportive e artistiche) che li coinvolgessero a tempo pieno.

Uno studio specifico aveva infatti evidenziato che adolescenti che praticano sport o frequentava corsi, e che hanno un buon rapporto coi genitori, sono meno propensi all’utilizzo di droghe e alcol. Partendo da questa preziosa informazione si decise di attuare un programma nazionale di recupero, chiamato Youth in Iceland, che coinvolgeva direttamente genitori e scuole.
Attualmente anche in Italia sono molte le associazioni e le iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’abuso dell’alcol e per prevenire il consumo eccessivo di alcolici soprattutto tra i giovani giovanissimi.

Queste sono solo alcune semplici suggerimenti e forse possono rappresentare qualche spunto di riflessione per i genitori, per gli educatori, di giovani ragazzi. Il fenomeno dell’abuso di sostanze, in questo caso l’alcol, richiederebbe analisi e considerazioni molto più complesse e significative. Proteggiamo i nostri giovani da messaggi incongrui, proteggiamoli da una società che li vorrebbe passivi consumatori senza coscienza: l’alcool può procurare gravi danni.

Informiamoci e informiamoli dei rischi in modo saggio ed intelligente e forniamo loro modelli sani ed equilibrati ai quali potersi identificare.

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