Quella dell’alcolismo è una delle nuove piaghe del nostro secolo, che ogni anno fa sempre più vittime a partire proprio dai più giovani. Le statistiche ci dicono infatti che ogni anno l’età media degli adolescenti che iniziano a bere si abbassa preoccupantemente. Cerchiamo di capire in che misura e come agisce l’alcol e quali tristi conseguenze porta con se.

L’alcolismo: capire il problema

Inutile dire che l’individuazione delle cause cliniche dell’alcolismo è il primo obiettivo da porsi per sperare di aiutare chi soffre a venirne fuori. Le cause variano da persona a persona, è infatti una condizione molto soggettiva, tuttavia alla base vi è sempre un disagio, una sofferenza così grande e vissuta male che si ritiene impossibile da curare, almeno da soli. La condizione di disagio è molto differente in base alla fase di vita che si sta attraversando; può colpire l’adolescente in difficoltà nei suoi rapporti affettivi, oppure l’adulto alle prese con un licenziamento o un divorzio.

Qualunque sia il motivo scatenante, chi soffre, col passare del tempo, si convince che il problema non abbia soluzione e finisce con l’ingigantirlo nella sua testa, lo amplifica. È qui che entra in gioco l’alcol. Non è certo difficile da procurare e, in dosi massicce, conferisce la sensazione di essere più leggeri e temporaneamente i problemi sembrano risolti.
La causa principale del problema risiede nel fatto che chi beve considera l’alcol la soluzione per il semplice fatto che fa star bene. Chi mette in atto la strategia di cura deve avere come scopo proprio quello di smontare la convinzione del dipendente da alcol, ovvero che l’alcol sia la soluzione.

La forma più pericolosa dell’alcolismo

Quando il disagio sembra addirittura amplificarsi, il rischio è quello di passare al livello successivo. Se le quantità di alcol assunto diventano sempre maggiori e si finisce col perdere il controllo, allora è più corretto parlare di alcolismo cronico. Quest’ultimo è da inserire nella macro famiglia delle dipendenze compulsive ed è caratterizzato da un’incontrollata smania di bere senza alcun limite, fino ad arrivare ad una sindrome d’astinenza difficile da gestire. I fattori che portano all’alcolismo cronico sono da rintracciare nello stile di vita e nell’educazione ricevuta e, se non curata, può portare a psicosi, allucinazioni e polineurite alcolica.

L’alcol porta danni a sé e a chi si ama

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) considera l’alcolismo una malattia a tutti gli effetti e i suoi danni sono equiparabili a quelli delle più comuni droghe. Addirittura il problema sembra essere anche maggiore dato che essendo liquido, il corpo lo assume e metabolizza molto più velocemente e a prescindere dalle quantità fa subito effetto. Pensa solo al fatto che bastano davvero pochi minuti per trovare segni di alcol nel sangue e da li si propaga su tutto il corpo portando i maggiori danni al fegato, al cuore, al sistema nervoso ed ai reni. I danni dell’alcol si possono riscontrare proprio in queste aree con la contrazione di cirrosi epatica, epatite e, nel peggiore dei casi, tumore.

Come se ciò non bastasse, alla lunga, è anche la salute mentale ad essere compromessa. Gli effetti dell’alcolismo si vanno a ripercuotere sullo stile di vita fino a degenerare in problemi di tipo psichiatrico. Non è raro, infatti, che ai danni fisici si aggiungano quelli mentali; forme di depressione, psicosi e pensieri suicidi sono i problemi più diffusi a livello mentale.
A tutto questo vanno aggiunti i danni alle persone vicine a chi beve; basti pensare alla guida in stato di ebbrezza, che va a coinvolgere inevitabilmente terze persone, oppure quando, per via dell’alcol, si diventa aggressivi e si finisce col fare male anche ai propri cari con conseguenze terribili per tutta la famiglia.

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I sintomi più comuni dell’alcolismo

Lo abbiamo già detto, i sintomi dell’alcolismo colpiscono già pochi minuti dopo dall’assunzione e, nei casi più lievi ma comunque pericolosi, si manifestano sotto forma di vertigini, atteggiamento violento, barcollamento, vomito, difficoltà nel parlare, forti mal di testa e fare o dire cose che da sobrio non si permetterebbe.

Quando invece facciamo un passo oltre e parliamo di dipendenza da alcol, i sintomi aumentano d’intensità e si riscontra una sempre maggiore quantità di alcol per poter raggiungere lo stato di ebbrezza e il consumo può avvenire sin dalle prime ore del giorno anche in segreto alla famiglia. Come se non bastasse, il consumo costante allunga i tempi di guarigione e questo comporta tutta una serie di ulteriori sintomi come l’esposizione a circostanze pericolose per sé e per gli altri, sentire il bisogno di bere più delle altre volte per ritrovare lo stato di leggerezza ottenuto in passato, dimenticare intere ore o addirittura giornate e, quando si cerca di smettere contando soltanto su se stessi, sintomi di astinenza da alcol che si manifestano sotto forma di nausea, convulsioni o tachicardia.

Combattere l’alcol: non sei solo

Quando si diventa consci di avere un problema con l’alcol o quando chi ti sta vicino ti mette davanti al problema, quello è già il momento di ricorrere ad uno specialista nella cura delle dipendenze; probabilmente non è mai troppo presto per aiutarsi e iniziare così il percorso di disintossicazione dall’alcol che non è certo una passeggiata, ci saranno delle ricadute e momenti difficili ma uscirne si può.

Disintossicazione significa che alla fine della cura l’alcol sia totalmente eliminato per tornare ad una vita libera dalla morsa della condizione di disagio alla quale l’alcol costringe. La disintossicazione in sé non basta se non ci si convince del fatto che la vita riparte senza più alcol e che sarà migliore proprio così.

Nel processo di disintossicazione sarà bene iniziare gestendo il periodo dell’astinenza, particolarmente duro per i sintomi che esso comporta combattendolo col supporto psicologico e un’alimentazione ricca di vitamine e calcio. Il passo successivo sarà quello di lavorare sulla voglia di bere che non va via certo facilmente, questo perché il corpo è impregnato di quella tossicità che deriva da anni e anni di consumo abituale di alcol; la può buttare via, anche qui, tramite l’alimentazione e soprattutto il sudore. Fatto questo seguirà un processo di consapevolezza di sé, un percorso che miri ad esplorare tutte le circostanze che hanno portato all’alcol e responsabilizzarsi di conseguenza. Tutto questo fortificherà la fiducia in se stessi e l’autostima.

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