Un modo per aiutare i tuoi figli a non fare uso di droghe è parlare con loro, avvertirli, essere consapevole di quello che sta accadendo nella loro vita

Occorre instaurare un dialogo in continuo sviluppo e essere capaci di dare risposte adulte agli interrogativi degli adolescenti

La Marijuana è uno dei derivati della Cannabis Sativa. Abbiamo spiegato nel dettaglio di cosa si tratta e quali sostanze sono contenute in un nostro precedente articolo dedicato alla cannabis.

Quello che vogliamo indagare in questo articolo, invece, sono i numeri relativi alla diffusione della marijuana fra i ragazzi, i segnali di allarme per la famiglia, le misure di prevenzione possibili.

L’uso di marijuana fra i ragazzi: età e diffusione

Una recente indagine nazionale indica che:

• La marijuana è la droga illegale più usata sia tra gli studenti che nella popolazione generale.
• Quasi l’1% di ragazzi sotto i 14 anni e più del 7,5% dei ragazzi tra i 14 e i 15 anni l’ha provata almeno una volta.
• Uno studio del CNR a livello nazionale ci dice che sono aumentati i consumi di marijuana nella popolazione generale.
• Da evidenziare che la massima diffusione si ha nell’età fra 19 e 21 anni, nella quale i consumatori oscillano tra il 20% e il 25% dei ragazzi/e.

Dopo i 21 anni circa il consumo declina. La fascia di età più a rischio coincide, quindi, con preadolescenza e adolescenza.

Come capire se mio figlio fa uso di marijuana?

In realtà, i segnali che i genitori potrebbero cogliere sono molti. Un ragazzo che si trova in uno stato mentale alterato a causa della marijuana, infatti, nell’immediato presenta sintomi piuttosto evidenti:

• sembra stordito e cammina con difficoltà;
• sembra intontito e ridacchia senza motivo;
• ha gli occhi iniettati di sangue;
• mostra difficoltà nel ricordarsi di cose appena accadute.

Una volta attenuatisi gli effetti iniziali, il ragazzo potrebbe avvertire il bisogno di dormire.

Altri segnali chiaramente riconducibili all’uso di droghe sono poi:

• le tracce di droga o di strumenti atti all’uso di droga, come pipe e cartine;
• l’odore sui vestiti e nella stanza dei figli;
• l’utilizzo di incensi e deodoranti;
• l’utilizzo frequente di colliri.

Al di là di questi campanelli di allarme, però, i genitori dovrebbero essere in grado di capire se il proprio figlio è a rischio soprattutto attraverso la loro vicinanza costante. I genitori dovrebbero seguire con attenzione e “accompagnare” i cambiamenti nel comportamento dei propri figli.

Dovrebbero occuparsi di quegli aspetti comportamentali che evidenziano isolamento, depressione, fatica, resistenza a ogni forma di controllo e deterioramento dei rapporti con la famiglia e gli amici.
Il peggioramento del rendimento scolastico, l’aumento delle assenze ingiustificate, il minor interesse mostrato verso sport e altre attività, il cambiamento delle abitudini alimentari e la variazione nelle ore di sonno giornaliere sono tutti segnali che si potrebbero ricondurre al consumo di droghe.

Questi indicatori, fra l’altro, potrebbero segnalare problematiche anche diverse dall’uso di droghe.

Perché i giovani fumano marijuana?

Non si pensi che i ragazzi che fanno ricorso alla marijuana siano solo ragazzi con problematiche evidenti!

I ragazzini e gli adolescenti iniziano ad usare marijuana per vari motivi: la curiosità e il desiderio di integrarsi in un gruppo sono i più comuni. Molti giovani che consumano droghe non vanno d’accordo con i genitori oppure semplicemente provengono da famiglie in cui non ci si parla. Spesso si accompagnano con amici che consumano droghe e che li spingono a imitarli.

Sicuramente, quelli che avevano già cominciato a fumare sigarette e/o a bere alcolici sono maggiormente predisposti a diventare consumatori di marijuana.

Le nostre ricerche evidenziano come un fattore di rischio ulteriore provenga dall’utilizzo di alcolici e droghe da parte di altri membri della famiglia: anche questo può contribuire a spingere un ragazzo ad avvicinarsi alle droghe perché i genitori, i nonni e i fratelli maggiori rappresentano essenziali modelli di comportamento per un adolescente.

Possono esserci, poi, disagi ben più profondi: i ricercatori hanno scoperto che i bambini e gli adolescenti di ambo i sessi che hanno subito violenze psicologiche e sessuali sono più a rischio di diventare consumatori di marijuana e di altre droghe.
Più in generale, alcuni sostengono che il consumo di droga sia un modo per far fronte a disagi psicologici, come ansia, rabbia, depressione, noia e via dicendo.

L’uso di marijuana non è di certo un modo efficace per risolvere i problemi! Drogarsi significa soltanto evitare di affrontare i problemi e le sfide legati alla crescita.
I ragazzi che iniziano a fare frequentemente uso di marijuana rischiano poi di sviluppare una dipendenza dalla quale avranno grosse difficoltà a uscire.

Quali sono gli effetti della marijuana?

Gli effetti della marijuana possono essere molto variabili. Fondamentalmente dipendono da:
• il tipo di cannabis e quanto THC vi è contenuto;
• il modo in cui viene assunta la droga;
• l’esperienza e le aspettative del consumatore;
• l’ambiente nel quale la droga viene usata;
• l’uso contemporaneo di altre droghe e/o alcool.

Ad alcuni individui che la usano per la prima volta, la marijuana non provoca nessun tipo di effetto. Altri soggetti potrebbero invece ricavarne una sensazione di euforia. Spesso ai consumatori di marijuana capita di avere una percezione alterata di immagini, suoni e sapori e di considerare estremamente interessanti e divertenti eventi piuttosto banali. Il tempo passa lentamente, i minuti paiono ore. A volte la droga genera il bisogno di bere e di mangiare.

Subito dopo il consumo

Pochi minuti dopo aver aspirato marijuana, il consumatore probabilmente presenterà i sintomi che abbiamo ricordato poco sopra: perdita di coordinazione, scarso equilibrio, tempi di reazione rallentati. Gli occhi appariranno arrossati in seguito al dilatamento dei vasi sanguigni. La gola è secca.

In alcuni casi la marijuana provoca un leggero aumento della pressione sanguigna e raddoppia il normale ritmo cardiaco. Un simile effetto viene amplificato in caso di utilizzo congiunto di marijuana e altre droghe, ma chi la consuma non sempre capiscono quando questo avvenga.
Quando l’effetto iniziale svanisce, solitamente nel giro di 2 o 3 ore, arriva la sonnolenza.

Ci possono essere però reazioni molto peggiori: alcuni ragazzi, soprattutto se alle prime esperienze con la droga o in un contesto particolare, potrebbero essere colpiti da attacchi di panico e sviluppare sindromi paranoiche. Ciò è più facile che accada con dosi di THC elevate. Il disagio scomparirà man mano che l’effetto della droga andrà svanendo.
In rari casi, soprattutto se viene assunta una dose particolarmente elevata di droga, la persona potrebbe essere colpito da una grave sindrome psicotica tale da richiedere un trattamento medico d’urgenza.

cannabis e sonno

Quanto tempo serve all’organismo per smaltire la marijuana?

Il THC contenuto nella marijuana viene prontamente assorbito dai tessuti grassi dei vari organi. Generalmente, le tracce (metaboliti) di THC possono essere rinvenute tramite generici test delle urine anche a diversi giorni di distanza dal consumo.
Tuttavia, in caso di consumo intenso e cronico, le tracce possono essere rinvenute anche dopo alcune settimane.

In che modo la marijuana è dannosa?

La marijuana può risultare nociva in vari modi, sia per i suoi effetti immediati sia per i danni alla salute che crea a lungo termine.
La marijuana incide negativamente sulla memoria breve del consumatore (la memoria per eventi recenti),che potrebbe avere difficoltà nello svolgere operazioni complesse. Se viene usata una varietà particolarmente potente di marijuana, anche i gesti più semplici possono diventare complicati.

A causa degli effetti della droga sulle percezioni e i tempi di reazione, il consumatore potrebbe essere coinvolto in incidenti stradali. I consumatori di droga potrebbero anche incorrere in comportamenti sessuali a rischio, con la possibilità di facilitare la diffusione dell’HIV, il virus che causa l’AIDS.

Gi studenti sotto l’effetto della marijuana hanno seri problemi a studiare e ad apprendere. I giovani atleti registrano un calo nelle loro prestazioni in quanto il THC incide sul tempismo, i movimenti e la coordinazione.

Gli effetti sulla guida

La marijuana indebolisce varie abilità necessarie per una guida sicura: prontezza, concentrazione, coordinazione, tempi di reazione. L’uso di marijuana può rendere difficile giudicare correttamente le distanze e cogliere i segnali e i suoni della strada.
Vi sono dati che mostrano come la marijuana giochi un ruolo importante negli incidenti stradali. Diversi studi condotti negli Stati Uniti testimoniano che circa il 6-11% delle vittime di incidenti stradali mortali erano positivi ai test sul THC. In molti di quei casi è stata rinvenuta anche la presenza di alcool.

Quando oltre alla marijuana viene consumato alcool, come spesso accade, mettersi alla guida risulta ancora più rischioso. In uno studio si afferma che una moderata dose di marijuana può da sola menomare la capacità di guida; comunque, gli effetti di una seppur piccola dose di marijuana combinata con alcool sono decisamente rilevanti sul consumatore.
In un altro studio i ricercatori hanno evidenziato che, dei 150 spericolati conducenti che sono stati sottoposti a controlli dopo essere stati arrestati, il 33% è risultato positivo alla marijuana e il 12% sia alla marijuana che alla cocaina. I dati mostrano inoltre che i consumatori di marijuana soffrono della stessa mancanza di coordinazione che i test standard rivelano normalmente su chi ha bevuto troppi alcolici.

Gli effetti a lungo termine

Anche se tutti gli effetti di lungo periodo della marijuana non sono ancora conosciuti, vi sono studi che evidenziano preoccupanti conseguenze sulla salute. Ad esempio, un gruppo di scienziati californiani ha esaminato lo stato di salute di 450 fumatori giornalieri di marijuana, ma non di tabacco. Essi hanno scoperto che i fumatori di marijuana hanno avuto più giorni di malattia ed effettuato un maggior numero di visite mediche per problemi respiratori e altri malanni rispetto a individui, appartenenti a un gruppo simile, che non fumano marijuana.
Allo stato attuale delle conoscenze possiamo dire che l’uso regolare di marijuana è suscettibile di giocare un ruolo rispetto a insorgenze a problemi al sistema respiratorio e immunitario.

Effetti su polmoni, vie respiratorie, possibilità di contrarre il cancro

Le persone che fumano regolarmente marijuana possono andare incontro a molti dei problemi respiratori accusati dai fumatori di sigarette: tosse insistente e produzione di muco, più frequenti costipazioni al petto, un aumento del rischio di infezioni polmonari e una tendenziale ostruzione delle vie respiratorie.

È difficile affermare con certezza che la marijuana da sola possa provocare il cancro poiché molti consumatori di marijuana fumano anche sigarette e usano altre droghe.
Il fumo della marijuana contiene comunque alcuni degli stessi composti cancerogeni del tabacco, a volte in grandi concentrazioni. Vari studi dimostrano che un individuo che fuma quotidianamente cinque spinelli assume all’incirca gli stessi agenti chimici cancerogeni di chi fuma un pacchetto di sigarette al giorno.
Generalmente i consumatori di marijuana però aspirano più profondamente e trattengono il fumo più a lungo rispetto ai comuni fumatori, il che aumenta l’esposizione dei polmoni alle sostanze cancerogene. Così, un tiro dopo l’altro, fumare marijuana accresce il rischio di contrarre il cancro in misura maggiore rispetto al tabacco
Tabacco e marijuana combinandosi possono alterare i tessuti che rivestono l’apparato respiratorio.

Gli effetti sul sistema immunitario

Il nostro sistema immunitario protegge l’organismo dai molti agenti che generano malattie. Non è provato che la marijuana danneggi il sistema immunitario. Tuttavia, studi condotti sia su animali che esseri umani hanno dimostrato come la marijuana intacchi la capacità delle cellule T del sistema immunitario polmonare di debellare alcune infezioni.

Gli effetti sulla memoria e la demotivazione

Il THC danneggia le cellule nervose in quella parte del cervello dove si forma la memoria. Perciò il consumatore ha difficoltà a ricordare eventi recenti (accaduti cioè pochi minuti prima).

Analizzando un gruppo di consumatori abituali di marijuana in Costa Rica, dei ricercatori hanno notato che queste persone avevano grandi difficoltà al momento di ripetere una breve lista di parole (un normale test della memoria). Gli stessi individui mostravano seri problemi nel mantenere l’attenzione sui vari test a loro proposti.
Gli individui invecchiando normalmente perdono cellule cerebrali in quella regione del cervello che è fondamentale per ricordare gli eventi. Un esposizione continuata al THC può avere l’effetto di accelerare la normale perdita di cellule cerebrali.

I consumatori abituali di marijuana si mostrano spesso privi di motivazioni. Appaiono disinteressati a quello che capita loro, non si impegnano, si sentono spesso affaticati e non si curano del proprio aspetto. Di conseguenza, molti consumatori rendono poco a scuola o sul posto di lavoro.

La droga può ingenerare disturbi mentali?

Gli studiosi non hanno ancora stabilito con certezza una connessione tra consumo di droga e malattie mentali. Tra le problematiche principali incontrate in questo tipo di ricerca vi è la difficoltà di capire se il consumo di droga preceda o segua l’insorgere di disturbi mentali; se, cioè, uno è all’origine dell’altro e/o se entrambi sono causati da altri fattori come condizioni genetiche o ambientali. Elevate dosi di marijuana possono dare origine a psicosi (disturbi della percezione e del ragionamento) e aggravare i sintomi psicotici nei soggetti afflitti da schizofrenia. Inoltre, tra i consumatori cronici di marijuana, sono stati riscontrati tassi crescenti di stati depressivi e ansiosi, oltre a pulsioni suicide.

Durante la gravidanza

I medici consigliano alle donne gravide di non assumere alcun tipo di droga perché così facendo potrebbero danneggiare il feto.
Al di là di questa ovvia raccomandazione, ci si può interrogare su effetti più specifici.

Diverse indagini scientifiche mostrano come i bambini nati da donne consumatrici di marijuana abbiano reazioni ritardate alle stimolazioni visive, tremori frequenti e crisi di pianto, tutti indicatori di problemi nello sviluppo del sistema nervoso. Negli anni pre-scolari e nei primi anni di scuola i bambini esposti alla marijuana dimostrano una minor capacità di mantenere la concentrazione e una memoria più labile rispetto ai coetanei.

Anche se uno studio condotto su animali ha ravvisato una connessione tra l’utilizzo di marijuana e la perdita precoce del feto, due ricerche riguardanti esseri umani non hanno evidenziato una simile associazione. Dovranno essere effettuate nuove ricerche per comprendere a pieno il legame tra l’utilizzo di marijuana e il procedere della gravidanza.

L’uso di marijuana in allattamento

Quando una madre usa marijuana durante l’allattamento, una quantità di THC viene trasmessa al bambino tramite il latte materno. Questo fatto è preoccupante in quanto il THC è molto più concentrato nel latte materno di quanto non lo sia nel sangue.
Uno studio ha dimostrato che l’uso di marijuana da parte di una madre durante il primo mese di allattamento è suscettibile di pregiudicare lo sviluppo motorio (il controllo dei movimenti muscolari) del bambino.

La marijuana può essere utilizzata a fini terapeutici?

I media hanno dato vita a un lungo dibattito sulla possibilità di utilizzare la marijuana a fini terapeutici.
Il THC, è utile per combattere la nausea e il vomito causati da alcuni trattamenti contro il cancro. L’assunzione orale di THC aiuta inoltre i malati di AIDS a mangiare di più per mantenere il proprio peso corporeo.

La dipendenza da marijuana e le possibilità di recupero

Il rischio di dipendenza è reale. Chiaramente, non tutte le persone che fanno uso di marijuana diventano dipendenti, ma quando un consumatore comincia a cercare e utilizzare la droga ossessivamente può sviluppare una dipendenza, sviluppando anche il fenomeno della tolleranza – ovvero il bisogno del consumatore di dosi sempre maggiori per ottenere i medesimi effetti.

Oggi esistono programmi di trattamento specifici per i consumatori di marijuana. Tali trattamenti includono terapie comportamentali, terapie cognitive, analisi multisistemiche, sedute individuali e di gruppo. Attualmente non esistono medicinali per trattare la dipendenza da marijuana.

Come posso evitare che mio figlio abbia a che fare con la marijuana?

Non ci sono formule magiche per impedire che i giovani usino questa droga, ma i genitori possono comunque esercitare un’influenza positiva parlando con i propri figli dei pericoli legati al consumo di marijuana e di altre droghe e rimanendo costantemente interessati a quel che succede ai ragazzi.

Il fatto che dei ragazzini comincino la scuola superiore non impedisce ai genitori di mantenersi informati sull’attività scolastica, ricreativa e sociale dei figli. È dimostrato che una costante “attenzione” da parte dei genitori riduce il rischio anche per quegli adolescenti particolarmente predisposti all’uso di marijuana, come quelli che tendono alla ribellione, sono incapaci di controllare le proprie emozioni o avvertono un disagio interiore.

E poi, parla apertamente di marijuana con i tuoi figli. La marijuana può mettere a rischio la salute e il benessere di ragazzini e adolescenti in un momento critico della loro vita: il momento in cui crescono, apprendono, maturano e gettano le basi della loro vita adulta.

I tuoi figli guardano a te perché, come genitore, tu li sostenga e fornisca loro una guida su come affrontare i problemi e prendere decisioni importanti, come quella di non fare uso di droghe. Costituendo un modello di comportamento, la tua decisione di non consumare marijuana o altre droghe illegali darà credibilità al tuo messaggio.

Sono disponibili numerose risorse, molte nella tua stessa comunità, dove potrai informarti in modo da poter poi discutere di droga con i tuoi figli.

Per essere presente e prevenire o contrastare l’uso non solo di marijuana, ma di tutte le droghe, segui questi consigli:

• Sii capace di ascoltare;
• Fai passare un chiaro messaggio contro droghe e alcool;
• Prepara i tuoi ragazzi a gestire le pressioni esercitate da quegli amici che li vorrebbero spingere a usare droghe;
• Fai in modo di conoscere gli amici di tuo figlio e i loro genitori;
• Controlla dove va tuo figlio;
• Tieni d’occhio le attività dei ragazzi;
•Mantieni un dialogo aperto e onesto con tuo figlio.