Naturale, terapeutica, rilassante, lecita, innocua… ecco alcuni aggettivi con cui viene definita la cannabis dai nostri adolescenti.

I teenagers tipicamente non pensano che l’utilizzo di questa sostanza sia rischioso quanto le altre droghe ed è una credenza che si va sempre più rafforzando negli anni.

La cannabis infatti è la sostanza illegale più utilizzata dagli under 18 dopo l’alcol e tra gli utilizzatori il 2.7% soddisfa i criteri di addiction (Marijuana’s Effects on Brain Structure and Function: What Do We Know and What Should We Do? A Brief Review and Commentary The American Journal of Medicine, Vol 132, No 3, March 2019)

Conseguenze connesse ad un utilizzo cronico della cannabis

Oramai è dimostrato come l’uso regolare sia associato alla compromissione di alcune facoltà cognitive tra cui la memoria a breve termine, ad una ridotta performance scolastica e lavorativa, a disturbi dell’umore e a psicosi.

Ma ora si aggiunge il timore che tali cambiamenti neurologici siano permanenti in coloro che hanno iniziato l’utilizzo prima dei 21 anni rispetto a chi lo ha fatto in età adulta.

Ciò significa che quella sostanza naturale, terapeutica, innocua potrebbe avere danni non reversibili anche dopo una completa astinenza.

Una ricerca condotta in Nuova Zelanda ha valutato le funzioni cognitive in 1037 soggetti utilizzatori seguendoli nel tempo tramite test appositi ed imaging cerebrale, valutando così le differenze tra la fase pre-utilizzo e quella post addiction.

Andando ad analizzare i risultati, si è visto come le compromissioni siano sempre presenti negli utilizzatori rispetto ai drug naive ( in media una riduzione di 6 punti nella valutazione del Quoziente Intellettivo), ma anche come queste siano peggiori e permanenti negli users precoci piuttosto che nei tardivi.

I danni della cannabis negli adolescenti

La maturazione cerebrale persiste durante tutta l’adolescenza e la giovane età ed è un processo dinamico che porta alla progressiva evoluzione di quelle parti del nostro cervello che regolano le emozioni e le funzioni cognitive; l’utilizzo cronico di cannabis interferisce con questo processo portando a differenze strutturali importanti che si riflettono in altrettante differenze funzionali.

Così chi utilizza cannabis correrà il rischio di avere:

  • meno attenzione
  • memoria a breve termine
  • meno capacità di analizzare e risolvere problemi

…il tutto in misura proporzionale all’età di inizio e alla durata di esposizione.

È proprio questo l’allarme che dovrebbe portare a riflettere e scoraggiare l’utilizzo soprattutto prima dei 21 anni.