Molte persone fanno uso di marijuana per la sua efficacia contro i problemi di sonno: dopo aver fumato, si addormentano con maggiore facilità e più rapidamente. La trovano insomma una valida alternativa ai sonniferi, un’alternativa che (paradossalmente) fa meno paura anche a livello psicologico rispetto a farmaci testati.

Si tratta di un atteggiamento corretto e sicuro negli adulti? E nei ragazzi?

La questione è più complessa di come può sembrare all’apparenza e, per rispondere, è bene fare prima un passo indietro e capire, più in generale, come la cannabis può influire sul sonno.

cannabis e sonno

Quali sono le componenti della cannabis che agiscono sul sonno

In realtà tutte le varietà di cannabis influenzano i sogni, ma non tutte facilitano l’addormentamento. Si pensa che l’induzione del sonno sia direttamente correlata a due fattori:

  • la concentrazione del cannabinolo (CBN)
  • il tipo di terpeni presenti nel composto.

Vediamoli separatamente.

La concentrazione di CBN, o cannabinolo

Da alcune ricerche è risultato che, con il passare del tempo, il THC o delta-9-tetraidrocannabinolo, si degrada trasformandosi in CBN, che ha un’azione sedativa cinque volte più alta del THC.

il THC è il principio attivo presente in maggiore concentrazione nella cannabis, nonché il principale responsabile dei suoi effetto psicoattivi; in altre parole il passare del tempo rende la pianta sempre meno “forte” dal punto di vista degli effetti psicoattivi e più efficace, invece, per conciliare il sonno.
Questa conversione da THC a CBN, innescata dall’ossidazione, richiede comunque tempi molto lunghi. Per dare un’idea, una bustina di cannabis dall’elevato contenuto in THC , conservata in un ambiente asciutto e caldo per un paio d’anni, trasforma solo un 5% del suo THC in CBN.

Una certa quantità di CNB comunque è presente fin dall’inizio nella cannabis, in una misura che dipende molto anche dalla varietà; l’indica ne contiene generalmente una percentuale maggiore, mentre la varietà sativa ne contiene di meno (ed è infatti quella più ricercata per i suoi effetti  energizzanti e stimolanti).

I terpeni

I terpeni sono gli oli aromatici che la pianta produce e che conferiscono alle varietà di cannabis i loro sapori caratteristici. Ad esempio alcuni danno un gusto fruttato o di menta, altri un aroma di terra o di agrumi, oppure un odore di formaggio. La quantità e il tipo di terpeni che una pianta di cannabis produce dipende da vari fattori come il clima, il suolo, i fertilizzanti utilizzati e l’età della pianta.

Al giorno d’oggi, sono stati scoperti circa 100 terpeni diversi nella cannabis; ogni varietà ha i suoi particolari tipi presenti in varie concentrazioni.

Solo di recente si è scoperto che i terpeni svolgono un ruolo importante sulla capacità della cannabis di conciliare il sonno. I terpeni però non sono un’esclusiva della cannabis: sono contenuti anche in altre specie vegetali che vengono abitualmente usate come sonniferi naturali, come la camomilla, la lavanda o il luppolo. Ciò che risulta ancora più interessante è che i terpeni contenuti in queste piante agiscono in sinergia con quelli contenuti nella cannabis.

Detto in altre parole: fumare una canna di indica, sorseggiando nel frattempo una tazza di camomilla, può rivelarsi una combinazione ottimale come sonnifero.

L’influenza sul sonno e sui sogni

Uno studio recente, condotto nel 2014, in contraddizione con quanto detto finora, ha scoperto che il consumo di Cannabis invece potrebbe addirittura peggiorare la qualità del sonno. Gli studiosi che hanno partecipato a questa ricerca hanno esaminato un gruppo di adolescenti consumatori di Cannabis. Esaminando i loro comportamenti durante le ore di sonno sono arrivati alla conclusione che la Cannabis può provocare disturbi del sonno negli adolescenti.

Non dobbiamo poi dimenticare che, se da una parte la Cannabis può aiutare l’addormentamento e in certi casi sembra migliorare la qualità del sonno, dall’altra riduce però la capacità di sognare.
Non si pensi che si tratti di un fattore secondario: sognare è un’attività essenziale per il nostro cervello, per riordinare i pensieri e fissare la memoria. La marijuana interagisce sulla fase del sonno REM in cui siamo più propensi a sognare, tanto che la gente che ha fatto uso di cannabis per diversi anni e poi ha smesso di consumarla, riferisce successivamente di fare sogni più frequenti ed intensi.

I tipi di insonnia e le raccomandazioni generali

C’è chi ricorre agli alimenti a base di cannabis, anziché al fumo. Gli alimenti richiedono più tempo per fare effetto ma durano molto più a lungo rispetto alla stessa sostanza fumata o vaporizzata.
In tutte le sue formulazioni, comunque, la cannabis tende a disidratare l’organismo esattamente come fa l’alcool. È è buona regola quindi bere tanta acqua se si usa cannabis.

In chiusura di articolo, ricordiamo che esistono due principali tipi di insonnia: la primaria e la secondaria. La primaria, o di breve durata, è direttamente associata allo stress, mentre la secondaria o cronica nasce come conseguenza di particolari situazioni cliniche come dolore cronico, ansia, sindrome da stress post traumatico o depressione.
La Cannabis ha la capacità di agire su entrambi i tipi di insonnia, tuttavia è consigliato vivamente, a coloro che soffrono di insonnia cronica, di tenere sotto stretto controllo le proprie condizioni fisiche e psicologiche e di consultare un medico al primo segnale di peggioramento.

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