Cos’è la cannabis light e quando è legale

C’è stato molto clamore mediatico intorno alla legge 242 del 2016 che ha legalizzato la cannabis a scopo industriale ed alimentare. Una successiva circolare del Ministero dell’Agricoltura del gennaio 2017 ha specificato che la coltivazione è consentita, senza necessità di autorizzazioni specifiche, se la pianta ha un tasso di THC entro il limite dello 0,6 %.

C’è un motivo per questo limite: il THC, o tetraidrocannabinolo (THC), è infatti la molecola responsabile degli effetti psicoattivi della canapa e il limite dello 0.6% serve a escludere questo tipo di effetti.
L’altra molecola legata agli effetti tipici della cannabis è il cannabidiolo (CBD). A differenza di quanto fatto con il THC, non sono stati messi limiti alla presenza di CBD perché questa molecola non ha effetti psicoattivi; il cannabidiolo ha invece effetti antinfiammatori, analgesici, antinausea, antivomito, antipsicotico, ansiolitico e antiepilettico.

La cosiddetta Canapa light, con un bassissimo livello di THC, oggi è legale e può essere impiegata in molteplici utilizzi. Il fenomeno ha avuto inizio in Svizzera, dove la marijuana legale viene venduta, al posto del tabacco, in confezioni analoghe a quelle che contengono le classiche sigarette.

Attenzione, però: in Italia il fumo resta fuori legge anche con la Cannabis legale. Secondo le linee guida stabilite dalla normativa vigente, infatti, la Cannabis light può essere coltivata e venduta su tutto il territorio nazionale ed utilizzata per diversi scopi (alimentare, cosmetico, tessile, abbigliamento, nella bioedilizia) ma non a scopo ricreativo.

In altre parole, se viene fumata resta a tutti gli effetti di legge un illecito, mentre può essere impiegata tranquillamente in cucina per la preparazione di bevande e alimenti di vario tipo.
Non è un caso che il maggiore interesse commerciale si sia spostato verso l’ambito alimentare e, in breve tempo, siano nati numerosi negozi che vendono tè, caramelle, biscotti o altro tutti a base di cannabis.

preparazioni alimentari con cannabis light

Gli effetti stupefacenti del THC

Vediamo nel dettaglio il ruolo del THC per capire la differenza fra la cannabis legale e quella che non lo è.

Il THC è una molecola psicogena capace di alterare la coscienza; ovviamente l’intensità degli effetti dipende fortemente dalle quantità e dal particolare status di chi lo consuma. Una dose minima porterà ad un breve e non troppo intenso stato di euforia associato ad un ampliamento del contenuto emozionale. Non è raro, infatti, vedere persone che sotto effetto di un classico “spinello” comincino a ridere di gusto o, al contrario, a piangere a dirotto, ripensando magari ad un avvenimento spiacevole.

Di contro, un’assunzione in dosi elevate di THC può avere pesanti effetti sull’umore, come depressione (specie se l’utilizzo è di natura cronica) o aggressività.

Per ottenere la Cannabis light si raccolgono le infiorescenze femminili della Canapa Sativa: vengono, infatti, selezionate quelle parti della pianta che racchiudono concentrazioni di THC sotto lo 0,6% ed hanno contestualmente elevate concentrazioni di CBD.
Si tratta, quindi, di una sostanza non stupefacente: l’effetto della cannabis light è una sensazione di relax senza gli effetti psicotropi tipici della cannabis con alti livelli di THC. A prima vista ha lo stesso aspetto della marijuana e solo un’analisi chimica consente, quindi, di discernere la Canapa legale da quella non legale venduta sul mercato nero.

Utilizzarla “a scopo ricreativo” resta comunque illegale; oltre al classico spinello, il consumo ricreativo avviene anche attraverso i vaporizzatori, che permettono di avere gli stessi effetti ricercati con il fumo e contenere i rischi associati alla combustione.

Rischi e controindicazioni

La Cannabis light non presenta, in virtù della sua composizione, particolari effetti collaterali. Non possono, però, essere trascurati i rischi associati alla combustione e tra questi si annoverano neoplasie maligne e disturbi vari a carico dell’apparato cardiovascolare e respiratorio.

L’abuso di quantità elevate di CBD non è consigliato alle donne in gravidanza perché pare possa ripercuotersi negativamente sul funzionamento della placenta.

Una particolare attenzione deve essere, infine, riservata alla guida di veicoli: il Cannabidiolo (CBD) ha effetti trascurabili sulle capacità di guida, ma in caso di controlli il guidatore può risultare positivo al test per i cannabinoidi ed essere quindi dichiarato inabile alla guida, dato che una minima percentuale di THC è comunque presente!

L’assunzione di Cannabs light è poi assolutamente da evitare da parte di persone con patologie cardiache e/o respiratorie.

Le raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità

Ci sembra importante segnalare, in chiusura di articolo, che nella seduta del 10 aprile del 2018 la sezione V dell’Istituto Superiore di Sanità ha raccomandato che, alla luce delle attuali modalità di commercializzazione della cannabis light, siano attivate misure atte a non consentire la libera vendita di questo prodotto, nell’interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione.

La legislazione attuale sulla Cannabis light, quindi, potrebbe presto cambiare.