Uno dei videogiochi più gettonati dei nostri tempi è Fortnite, sviluppato nel 2017 da “Epic Games” e “People can fly”. Il gioco, che si rivolge sia a ragazzini (dai 12 anni in su) sia agli adulti, è stato definito come un fenomeno di cultura popolare, unico e diverso da tutti gli altri Videogames disponibili sul mercato, in grado di incollare agli schermi piccoli e grandi.

Come si gioca e qual è lo scopo del Videogame Fortnite?

Fortnite propone due modalità di gioco possibili: “Salva il mondo” e “Battaglia reale”.

La modalità “Salva il mondo” è ambientata in uno scenario post-apocalittico, dove una tempesta (a livello mondiale) ha sterminato il 98% della popolazione, la quale è stata in parte sostituita da pericolose creature aliene. Lo scopo del gioco è quello di compiere missioni per raccogliere risorse, combattere la tempesta, proteggere i pochi sopravvissuti e, soprattutto, costruire armi e trappole per affrontare le ondate di queste creature.

La modalità “Battaglia reale”, invece, è ambientata su un’isola in cui 100 giocatori lottano per la sopravvivenza ed uno solo ne esce vincitore.

Il gioco presenta, inoltre, diverse modalità di utilizzo: singolo, in coppia o squadre da 3 o 4 giocatori. È quindi tra armi, trappole anti-alieno, strategie e violenza fisica che il gioco prende forma. Proprio a causa della violenza insita all’interno del Videogame, molti genitori e insegnanti (nel caso dei ragazzini) e compagni/e (per quanto riguarda gli adulti), si sono mostrati ostili e preoccupati per l’effetto di Fortnite sul comportamento, sulla personalità e sull’umore dei giocatori.

dipendenza da videogiochi - figlio dipendente da fornite

Gli effetti di Fortnite sui ragazzi

In Italia ad esempio, precisamente a Vicenza, la preside di una Scuola media inferiore, preoccupata per l’atteggiamento degli alunni (riportato nei Consigli di Classe dai docenti), ha inviato una lettera ad ogni famiglia, invitando i genitori dei ragazzi a partecipare a meeting a tema Fortnite, per poi condurre incontri in ogni classe con specialisti, psicologi/psicoterapeuti, psichiatri e Tecnici della riabilitazione psichiatrica. Tutto ciò si è reso necessario in quanto oltre a replicare, durante le ore scolastiche, i comportamenti messi in atto nel mondo virtuale, a scuola si sono verificati veri e propri episodi di bullismo. Il Videogame, che prevede la possibilità di giocare contemporaneamente con più compagni, può dare il via a discussioni in rete che possono poi terminare nella vita reale, andando a fomentare così il Cyber-bullismo e il bullismo.

Fortnite è stato definito dagli esperti come un gioco “uncinante”, con un alto potere immersivo, basato su “meccanismi di competizione ed esplorazione”. Il videogioco, quindi è in grado di agganciare in modo potente il cervello “emotivo” dei giocatori, i quali vengono “risucchiati” dal gioco e perdono la concezione del tempo.

La domanda cui molte persone, genitori, insegnanti, compagni, fidanzati/e cercano di rispondere è quindi: Si può essere dipendenti da Fortnite?

È possibile essere dipendenti da un Videogame?

L’Organizzazione mondiale della sanità nell’ultima revisione dell’International Classification of Diseases (ICD-11), la quale verrà adottata a partire dal 2022, ha inserito tra i Disturbi diagnosticabili, il Gaming Disorder.

Il termine Gaming Disorder si riferisce ad “un modello di comportamento di gioco persistente e ricorrente (gioco digitale o videogame) che può essere online oppure offline”. La perdita di controllo sul gioco, la perdita di interesse nei confronti di altre attività della vita quotidiana, l’eccessiva preoccupazione e/o ossessione del gioco, la perdita di relazioni a causa del gioco ma anche la perdita di ore di sonno, la tendenza a isolarsi e l’incapacità di trovare la concentrazione, un netto scadimento dei risultati scolastici, l’azzeramento della vita sociale e un generale peggioramento della salute, sono caratteristiche di chi manifesta il Gaming Disorder.

Che cosa possiamo fare per aiutare un dipendente da Videogames?

In questi casi, i genitori, i famigliari e i compagni e/o compagne di persone che hanno sviluppato una dipendenza da Videogames possono per prima cosa comunicare, parlare, ascoltare in modo attivo i propri cari ed aiutarli a prendere consapevolezza del problema, che molto spesso viene sottovalutato o non considerato come tale. Oltre alla vicinanza, al sostegno dei propri cari, anche un supporto da parte di professionisti del settore è molto utile. Psichiatri, Psicologi e Tecnici della riabilitazione psichiatrica possono, attraverso colloqui individuali, gruppi terapeutici, psico-educazione, individuazione dei segnali precoci di crisi, aiutare chi soffre a riprendere in mano la propria vita.

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