La rivoluzione digitale che stiamo vivendo sta apportando cambiamenti radicali anche in seno all’assistenza sanitaria e psicologica. Assistiamo infatti alla nascita di nuove chat e app che cercano di migliorare il benessere psicologico degli utenti oppure innovativi modelli di psicologia aumentata che integrano realtà virtuale e psicologia.

Tra le trasformazioni più rilevanti ci sono quelle che interessano l’utilizzo della consulenza online, prevalentemente realizzata attraverso le videochiamate. Ma anche la cosiddetta text therapy, diffusasi da alcuni anni negli Stati Uniti, che permette di consultare uno psicologo tramite messaggio in qualunque momento della giornata e da qualsiasi posto ci si trovi. Come sempre, di fronte alle novità, sono molti i dubbi e i pareri contrastanti, anche tra gli addetti ai lavori. Talvolta le posizioni vengono prese in modo ideologico ed aprioristico, talaltra in considerazione di fini puramente commerciali.

Prima di vedere insieme che cosa dicono le ricerche scientifiche su questo tema così attuale, non possiamo non prendere atto di un’evidenza incontestabile: non solo le malattie ma anche i metodi di cura cambiano col passare degli anni e si adattano inevitabilmente ai cambiamenti della società.

Opportunità e limiti: uno sguardo agli studi

Un primo innegabile vantaggio della e-therapy è sicuramente la sua accessibilità: in un’epoca in cui possedere un PC o uno smartphone con connessione a internet è una comodità alla portata (quasi) di tutti, i servizi psicologici online permettono di essere utilizzati ovunque ed in qualsiasi momento. Una consulenza di questo tipo è dunque comoda – elimina la necessità degli spostamenti – e permette all’utente di risparmiare tempo e denaro. La facilità di accesso e la minor invasività di una pratica consulenziale di questo tipo, secondo alcuni, potrebbero persino aumentare la popolarità dell’assistenza psicologica fin troppo ancora legata ad un’idea di stigma e malattia.

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Ci sono peraltro alcuni recentissimi studi che hanno dimostrato l’efficacia della psicoterapia online così come la possibilità di costruire un’alleanza terapeutica positiva, e quindi un rapporto di fiducia saldo, nonostante la distanza fisica tra cliente e terapeuta.

Un elemento di criticità è sicuramente rappresentato dal corpo, considerato oggi sempre più centrale in psicoterapia. Il linguaggio del corpo e i segnali non verbali sono completamente assenti in una consulenza tramite messaggistica e parzialmente disponibili durante le videochiamate.

Gli studi sull’efficacia della consulenza e della psicoterapia online sono però ancora ridotti e richiedono dunque ulteriori conferme e sperimentazioni.

L’Istituto Europeo delle Dipendenze offre la consulenza online

Come Istituto Europeo delle Dipendenze non siamo affatto contrari all’utilizzo della consulenza online che rappresenta anzi uno degli strumenti a disposizione del cliente. Ovviamente non riteniamo possibile né auspicabile che le nuove tecnologie arrivino a sostituire la figura del professionista di cura; esse rappresentano invece un’opzione percorribile in situazioni particolari. Nella nostra esperienza, la consulenza online è utilizzata principalmente in presenza di clienti che abitano lontani dalla nostra sede di lavoro oppure da coloro che, per impegni professionali, sono impossibilitati a visitarci di persona.

In prima battuta riteniamo comunque necessario un incontro vis-à-vis non solo per verificare l’identità dell’interessato ma anche come atto di comprovata intenzione a prendere parte ad un eventuale percorso di cura. Se il cliente ne fa richiesta ci rendiamo in seguito disponibili ad un trattamento online chiedendo tuttavia allo stesso di palesarsi, di tanto in tanto, in struttura.

La nostra esperienza è dunque che la consulenza online può essere utilizzata come strumento terapeutico e può portare a risultati significativi: l’importante è non delegare alle nuove tecnologie compiti e competenze del clinico.