L’ASSISTENZA ONLINE DELL’ISTITUTO EUROPEO PER IL TRATTAMENTO DELLE DIPENDENZE CONSENTE DI ASSISTERE A DISTANZA CHI HA BISOGNO D’AIUTO, PER NON LASCIARLO SOLO IN TEMPI DI PANDEMIA.
MILANO, 20 ottobre – Ogni lungo viaggio inizia con un piccolo passo: riconoscere di aver bisogno di un aiuto qualificato è proprio il primo passo che può decidere di compiere chi è affetto da una dipendenza. Secondo una ricerca dell’Istituto Elma Research, l’epidemia da COVID-19 ha causato disturbi psichici per il 65% degli italiani.
Come è potuto accadere? La solitudine e la distanza dalle persone care ha prevalso sulla capacità di gestire le proprie emozioni, e di conseguenza le proprie azioni.

Già dal febbraio scorso, durante l’esplosione della pandemia, l’ISTITUTO EUROPEO PER IL TRATTAMENTO DELLE DIPENDENZE (IEuD) aveva organizzato un sistema di consulenza a distanza, proprio per non lasciare da soli i proprio pazienti nel momento più critico. Le soluzioni innovative di IEuD consentono di affrontare il “rehab” per molte persone dipendenti da cocaina, da cannabis, da alcool senza abbandonare la loro “comfort zone”.
Da allora, oltre 1000 persone da tutta Italia hanno ricorso alla consulenza online, con la comodità di collegarsi dove preferiscono e con la consueta riservatezza che contraddistingue questo Istituto.

Il Metodo IEuD è differente dagli tipi di assistenza, perché è costruito in maniera assolutamente personalizzata sulle diverse esigenze di chi vi ricorre e prende in considerazione le singolarità caratteriali e le esperienze pregresse, poiché non esiste un percorso uguale per tutti.

In particolare, il servizio di consulenza online di IEuD è stato progettato appositamente per le persone che vorrebbero confrontarsi con un terapeuta, ma non possono o non vogliono affrontare spostamenti per raggiungere la Sede di Milano.

IEuD ha anche ridotto in maniera sensibile le tariffe, dando così la possibilità a tutti di accedere ad un programma terapeutico qualitativo, una consulenza online costa solo 39€.

L’obiettivo di IEuD è semplice: permettere a chi è affetto da una dipendenza di parlare con uno specialista (psichiatra, psicologo) ogni volta che lo desidera – anche nel caso in cui le restrizioni agli spostamenti dovessero inasprirsi causa emergenza epidemiologica.

IEuD, l’Istituto Europeo per il trattamento delle dipendenze, è stato uno dei primi in Italia a usare l’assistenza online, una modalità alternativa di interazione con i propri specialisti che oggi, con l’aggravarsi dell’infezione da Coronavirus che scoraggia l’interazione tra le persone, è tornata prepotentemente di grande attualità.
Lo ha notato anche il Presidente della Repubblica Mattarella che, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale lo scorso 10 ottobre, ha sottolineato che il lockdown ha messo a dura prova la stabilità psicologica di molti cittadini. C’è un’altra epidemia parallela al Covid-19, una epidemia invisibile che coinvolge molte persone affette da dipendenza da cocaina, farmaci, cannabinoidi, alcool, gioco d’zzardo. Una sofferenza psichiatrica spesso nascosta, che la reclusione forzata dovuta all’emergenza sanitaria, rende a volte drammatica.
La vera peculiarità del servizio online di IEuD, quello che lo rende unico, è il team di professionisti che mette a disposizione: un pool di esperti nel trattamento delle dipendenze che garantiscono multispecializzazione e coordinamento per offrire un supporto concreto a chi ne ha bisogno.
Un servizio articolato completo e fruibile anche online che solleva la persona con problemi di dipendenze dalla difficoltà di scegliere da solo e dall’inevitabile approssimazione di un approccio “fai da te” al problema.

Il pool di esperti di IEuD è sempre a disposizione, l’immediatezza della reperibilità online facilita il contatto, la multidisciplinarità delle specializzazioni assicura l’esatto inquadramento del problema. Grazie a una logistica semplificata (il paziente non deve recarsi in alcun luogo) IEuD abbatte la prima barriera di resistenza tra chi desidera sottoporsi a un trattamento e il timore, la vergogna, la timidezza o, semplicemente, la distanza fisica che glielo impediscono.

Gli interventi online di IEuD non sono tuttavia una semplice trasposizione dell’intervento in studio. La dimensione online ha delle precise caratteristiche: IEuD non perde mai di vista il significato relazionale dell’esperienza ed è su questo significato che il professionista della salute mentale costruisce il suo intervento di ascolto della persona che gli sta chiedendo aiuto.
Cominciamo a comprendere la potenza e la pervasività di Internet solo oggi, il tempo in cui viviamo perennemente connessi. Nel mondo il 50% della popolazione è attivo su internet e di questi il 45% è un utente attivo dei social media, numeri in costante crescita.

Secondo il “Report Digital 2020” pubblicato nello scorso febbraio da We Are Social e Hootsuite, la piattaforma che misura il coinvolgimento degli utenti e analizza i contenuti dei principali network, gli italiani passano in media 1 ora e 57 minuti ogni giorno sui social. Instagram e Whatsap hanno un  miliardo di utenti attivi, Facebook ha superato il miliardo.
Questo cambiamento ha coinvolto anche i professionisti della salute mentale, nell’ottica di intercettare i bisogni dei propri utenti e calando nella quotidianità della cura gli strumenti di comunicazione che oggi sono alla portata di tutti: blog, social network, chat, app e piattaforme di vario tipo non si limitano solo alla descrizione della realtà in cui viviamo, ma contribuiscono a costruirla attivamente. Questi strumenti possono diventare una risorsa, mai sperimentata prima, sia per gli utenti che per gli operatori nel trattamento delle dipendenze.
Da soli le difficoltà sembrano insormontabili; con l’aiuto di un professionista preparato, invece, si possono superare: questo è il messaggio di IEuD.