Passiamo l’intera esistenza alla ricerca della pienezza e dell’amore. Quando lo raggiungiamo facciamo di tutto per trattenerlo; soffriamo enormemente se lo perdiamo. Talvolta la conclusione del rapporto è l’epilogo scontato, spesso persino auspicabile, di un percorso di coppia che ha conosciuto momenti differenti: crisi, ritorni di fiamma e addii che poi non si sono rivelati tali. Tuttavia la fine di una relazione sentimentale, specie se si è stati lasciati, è sempre un evento doloroso.

Ma quanto tempo ci vuole per lasciarsi alle spalle una storia d’amore conclusa?

Tanti di voi si saranno posti questa domanda nella fretta di chiudere qualcosa che fa male e che non si sa per quanto tempo si sarà costretti a sopportare. La risposta dipende chiaramente da molti fattori: le risorse emotive e sociali a disposizione della persona, il modo in cui è solita reagire a dolori e frustrazioni, la capacità di reggersi sulle proprie gambe. Più la persona è fragile, dipendente (come nella love addiction, appunto) più la rottura relazionale sarà devastante e rappresenterà inoltre un fattore di rischio per lo sviluppo di dipendenze o problematiche psicologiche. Al contrario, la presenza di una buona autostima e fiducia in se stessi aiutano notevolmente ad affrontare la perdita certi che, prima o poi, si tornerà a stare bene.

Attraversando il dolore

Elaborare la fine di una relazione significativa non è affatto dissimile dall’elaborazione di un lutto. Diversi autori hanno individuato alcune fasi che chiunque si trovi in questa situazione è costretto ad affrontare. Al netto delle differenze, sembra che tutti condividano un momento iniziale, più acuto, e uno sviluppo successivo, lento e graduale, a lungo decorso.

Il primo si caratterizza per la presenza di un dolore talvolta insopportabile, fisico ed emotivo insieme, pianto, struggimento, sensazione di non potercela fare. A questi stati d’animo si accompagnano spesso sintomi quali disturbi del sonno, perdita o aumento di peso, senso di stanchezza perenne. A seconda del proprio equilibrio psichico ciascuno di noi reagisce in maniera diversa: qualcuno ha bisogno di un po’ di tempo per rimettersi in piedi, altri, nonostante la ferita, riescono comunque a rimanere prestanti sul lavoro e nella vita.

Col tempo, la sintomatologia perde di intensità e frequenza e, dopo un periodo variabile che va da pochi giorni ad alcuni mesi, inizia una fase più cronica di vera e propria elaborazione del lutto. Ora il dolore si fa più sopportabile ma rimane sempre presente nella nostra vita, proprio come un rumorino di fondo. Prevalgono in questo stadio emozioni contrastanti: il desiderio verso la persona amata ma anche la rabbia nei suoi confronti, l’abitudine a farsi assalire dai rimpianti ma anche la tendenza ad incolpare sempre l’ex partner. Questo tormento emotivo, e il costante rimuginino che lo accompagna, sono assolutamente normali in tale fase. Tuttavia, se non si risolvono, divengono controproducenti poiché non aiutano la persona a fare pace con se stessa e con la propria ferita d’amore. Anzi, la tengono imbrigliata ad un passato che non viene mai superato, non le permettono di lasciar andare ciò che non può essere più cambiato. In entrambi i momenti può esserci il tentativo di riconquistare il partner. Questo rende più difficile per certi versi superare un lutto amoroso, poiché, trattandosi di qualcuno che è ancora vivo, non è semplice abbandonare la speranza. Eppure, finché non si mette la parola “fine” l’elaborazione del lutto non può cominciare.

Il paradosso è che l’accettazione inizia proprio quando finisce la speranza quando, finalmente, si accetta la resa. Questa fase si conclude generalmente in un periodo di tempo che può raggiungere in alcuni i casi anche i 18-24 mesi. Per altri si risolve invece molto più in fretta. In questo lasso di tempo si assiste generalmente ad un miglioramento marcato del tono dell’umore e alla ripresa della vita intesa come risveglio del desiderio di investire nuovamente in qualcosa. Non necessariamente un nuovo amore; anzi, una relazione immediata spesso viene cercata più per tamponare un vuoto soverchiante. Ci vuole tempo, infatti, prima che nel cuore si crei nuovamente spazio per amare ancora. Va da sé che se la persona dopo molti mesi non riesce ancora a darsi pace per la fine di una storia…probabilmente ha bisogno di un aiuto terapeutico.

 

Qualche consiglio per superare la fine di un amore

– Gestire l’attesa: una ricerca pubblicata nel 2007 sul “Journal of Experimental Social Psychology“ sostiene che tendiamo in genere a sopravvalutare il tempo realmente necessario a sentirci meglio dopo una rottura…crediamo, cioè, di soffrire per sempre e di non potercela fare. Non bisogna avere fretta di superare la ferita d’amore poiché solo saper stare nel dolore aiuta a superarlo, consapevoli che quando i tempi saranno maturi si tornerà nuovamente “vivi”;

– Lasciar andare: quando capita qualcosa di doloroso è sempre bene parlarne, condividerlo. Eppure quando se ne parla troppo e per troppo tempo, analizzare ossessivamente i perché della vicenda sortisce il contrario dell’effetto sperato: tiene agganciato il partner, non lo lascia andare…nemmeno nel pensiero. Allora sforzatevi di parlare anche di altro: se uscite con una amica, la prima mezz’ora dedicatela a parlare del vostro “lui” (o della vostra “lei”) ma provate poi a virare su altri argomenti;

– Accogliere il nuovo: non avere fretta nel superare la propria ferita non significa stare immobili a soffrire, nell’attesa che il dolore passi da sé. Anzi, lasciarsi alle spalle un amore finito vuol dire proprio tornare a vivere. E cioè? Stare nel presente senza la tristezza di un passato che non si può cambiare e l’ansia per un futuro che ci attendiamo come riparatore. Quando state un po’ meglio e ve la sentite cogliete quindi le opportunità che avete attorno a voi: non dite sempre “no” agli inviti di chi vi vuole bene e vi propone un pomeriggio fuori porta, di un collega che in amicizia vi chiama per un caffè. Ricominciate piano piano ad assaporare la vita…e scoprirete che, anche se non avete risolto il vostro dolore o superato i vostri problemi, tutto sommato quella gita vi è davvero piaciuta, quel caffè ve lo siete gustato.

Provate con questi piccoli accorgimenti e fateci sapere come va!

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