L’amore è faccenda di scelta ma anche di fortuna, di emozioni e razionalità, insieme di opportunità inattese ma anche di occasioni cercate. Spesso capita di sentire donne e uomini lamentarsi per essere capitati ancora una volta con la persona sbagliata, in balìa di qualcosa che non comprendono e che dolorosamente ripetono.

Ma chi è la persona sbagliata?

La vecchia e saggia metafora della “metà della mela” ci suggerisce un’evidenza incontestabile: scegliamo sempre partner né troppo uguali né troppo diversi da noi, ovvero complementari. Forti di quella completezza che, anche nella migliore delle ipotesi, mai potremo raggiungere da soli ci orientiamo all’ostinata ricerca di chi possa farci sentire più “interi”. E allora la persona sbagliata è proprio colei che in questo magico gioco di incastri si confà al nostro modo di essere. Questo “mismatching” dà adito a sofferenze, litigi, incomprensioni.

Come scopriamo se si tratta proprio della persona sbagliata?

Quanto detto poc’anzi ci conduce ad un’ovvietà: non esiste la persona sbagliata in assoluto ma solo la persona sbagliata per noi. Ce ne accorgiamo quando, rimanendo in metafora, gli sforzi continui per far combaciare le nostre e le sue estremità si rivelano ripetutamente vani. Se litighiamo costantemente per le stesse cose e da lì non ci muoviamo, se ci troviamo ad avere visioni del mondo (o semplicemente del week-end) così irriducibili da non arrivare ad alcuna possibilità di sintesi che renda quanto meno moderatamente soddisfatti entrambi, se non sperimentiamo mai la gratificazione di essere capiti né corriamo mai il rischio di provare a comprendere noi l’altro per primi… ecco, se capitano tutte o alcune di queste cose forse siamo incappati nella persona sbagliata (per noi). Se tutte o alcune di queste cose capitano così tanto spesso da rendere pressoché nullo il tempo del piacere, della condivisione, della complicità…allora non ci sono più dubbi!

dipendenza affettiva - perché scegliamo la persona sbagliata

Come mai alcune persone finiscono sempre con la persona sbagliata?

Ciò succede perché ciascuno di noi tende a ripetere esperienze frustranti, deludenti o addirittura traumatizzanti con l’obiettivo di riscattare il passato, di uscirne finalmente vincitore. Ci concentriamo più facilmente su ciò che non va, su coloro ai quali non piacciamo nel pervicace tentativo di conquistarli. Diffidiamo di quelle persone che ci stimano o addirittura ci amano ma ricerchiamo invece l’approvazione di chi ci rifiuta. Talvolta il puntuale ripresentarsi della persona sbagliata è un alibi che ci protegge dal rischio dell’intimità e dell’impegno: così facendo imputiamo comodamente all’altro il sabotaggio delle nostre relazioni. La persona sbagliata diventa allora un modo di vedere nel fuori un problema che concerne il dentro, di localizzare nell’altro qualcosa che riguarda noi stessi.

E allora come uscirne?

Una cosa l’abbiamo capita: a parte rarissimi casi, la persona sbagliata non è una persona cattiva. Come si fa con una scarpa che dà qualche segno di cedimento, decidere se “riparare” una relazione oppure “buttarla via” non è mai cosa semplice. Eppure nella vita di ciascuno c’è un momento preciso, chiaro e significativo: quello in cui si dice finalmente basta, quello in cui diventa evidente che non si può più tornare indietro.

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La strada verso la guarigione

Di fronte all’ennesima relazione finita male è importante non prendersela con la sorte avversa, non biasimare la propria dabbenaggine o accusare l’intero genere maschile (o femminile) di irresponsabilità, infedeltà e durezza. E allora tocca chiedersi come mai ricerchiamo sempre la persona sbagliata non con la retorica di chi vuole ottenere solo un po’ di attenzione e di compatimento ma con la curiosità di chi intende rompere con un passato che dolorosamente si ripete…è proprio questa la decisione migliore.

Un’ultima suggestione

Spesso in questi casi c’è un’altra domanda comune: perché lo amo ma non riesco a lasciarlo? In questi casi si può arrivare a parlare di dipendenza affettiva.

Anche in amore la scelta giusta è sempre quella che unisce cuore e ragione. La passione ci dice dove andare, la razionalità ci avvisa dei rischi che corriamo. Se l’innamoramento è istintuale e per sua natura incontrollabile, la ragione ci può invece aiutare ad orientare le nostre scelte in modo non distruttivo. Ricordiamoci dunque che non possiamo scegliere di chi innamorarci ma possiamo decidere chi amare.

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