Che cos’è il narcisismo?

Il termine “narcisismo” non è sempre negativo. In generale, narcisismo è la capacità di mantenere un’immagine di sé complessivamente positiva ricercando, nel proprio ambiente sociale, esperienze di riconoscimento.

Il narcisismo sano (detto anche narcisismo adattivo), quindi, ci serve. Ci permette di percepirci ancora capaci anche di fronte ad una sconfitta (di avere autostima), di sentirci orgogliosi di noi stessi per aver fatto un buon lavoro, di piacerci col nuovo abito che ci si è appena regalati. Se non fossimo tutti un po’ narcisisti sprofonderemmo nello sconforto di fronte al primo esame fallito o a un colloquio di lavoro andato male.

Non solo: il narcisismo sano è quello di chi non rimane semplicemente aggrappato ai propri punti di forza, ma riesce anche ad accogliere le critiche, a mettersi in discussione, ad accettare un’immagine di sé inevitabilmente complessa e contraddittoria. Se ho una buona autostima, non mi è difficile accettare di essere bravo e competente in una certa area della mia vita (ad esempio il lavoro) ma non in un’altra (magari nella gestione del tempo libero).

Insomma, un narcisista sano si piace ma vede realisticamente anche i propri punti deboli e si impegna costantemente per ottenere dall’incontro con gli altri esperienze convalidanti e avvaloranti. E ovviamente non si sente Superman di fronte ad un’approvazione né l’ultimo dei falliti in occasione di un rimprovero… la capacità di mantenersi saldi di fronte alla bonaccia della vita è il primo indizio di un narcisismo adattivo.

Tutto questo non avviene, invece, nel narcisismo patologico: come vedremo nell’articolo, in questo caso prevalgono l’apparenza e la necessità di alimentare una dolorosa illusione di grandezza.

Il narcisismo patologico

Il narcisista patologico è stato innanzitutto un bambino iper-responsabile e premuroso: su di lui le figure di cura hanno riposto aspettative grandiose. E il piccolo narcisista ha sacrificato il proprio vero Sé, la propria autenticità, le proprie reali aspirazioni per accontentare chi ama, per non smettere di vedere quella luce negli occhi dei propri genitori.
Col tempo queste le attese ambiziose che altri riponevano in lui sono state interiorizzate e sono diventate le sue, ma la sostanza è rimasta la stessa: per tutta la vita, a partire dall’infanzia, egli ha continuatoe continuerà a soffocare la propria spontaneità, ad accontentare un Ideale che gli impedirà di rilassarsi, di accettarsi così com’è.
Ha imparato che l’unico modo per essere amato è quello di diventare speciale, di dare il massimo. Ecco perché, frequentemente, il narcisista risulta essere una persona di successo: tutti i suoi sforzi sono sempre rivolti ad una missione per lui essenziale, quella di diventare un “numero uno”.

Quindi, se cerca il successo e lo ottiene, tutto procede per il meglio? Non proprio.

L’amara evidenza è che il narcisista non sta davvero realizzando se stesso, sta cercando solo di colmare aspettative che, per quanto interiorizzate, non sono le proprie. Per quanto si sforzi, dovrà costantemente fare i conti con un vuoto lacerante. Il successo non equivale alla felicità, e il narcisista rimarrà sempre insoddisfatto.

Ovviamente la sua paura più grande è il fallimento; quando questo ambiziosissimo progetto partito dall’infanzia inizia a vacillare, ecco che si apre davanti a lui l’oscurità di un baratro depressivo senza vie d’uscita che, in taluni casi, può condurre addirittura al suicidio.

Dentro di sé il narcisista, ammantato di una grandiosità compensatoria, teme di essere un bluff: per tutta la vita cercherà allora l’ammirazione degli altri, a costo di sfruttarli e manipolarli. Come un tossicodipendente in crisi d’astinenza, avrà un bisogno vitale di questa “dose giornaliera di autostima etero-infusa”: senza di essa si sente svuotato, non sa più chi è.

Come riconoscere un narcisista patologico

Il vulnus che contraddistingue tale patologia può essere nascosto o svelato, camuffato oppure evidente: le forme di narcisismo nelle quali possiamo imbatterci sono quindi diverse e possono dare vita a comportamenti apparentemente anche opposti:

  • In alcuni casi affiorano in superficie la paura costante del giudizio, la timidezza, l’imbarazzo e la vergogna.
  • In altre situazioni, invece, siamo di fronte ad una corazza di apparente sicurezza che rende i narcisisti arroganti, spocchiosi, accentratori, seduttivi.

In questi casi la loro vulnerabilità sottostante emerge sotto forma di irritabilità quando vengono contraddetto, di permalosità (che si manifesta anche solo quando non si concede loro l’attenzione che credono di meritare), di vergogna quando vengono smascherati. Altro indizio è l’ostinata tracotanza con cui evidenziano continuamente i propri successi.

I narcisisti patologici sono “cattivi”?

I narcisisti sono persone ferite che, in nome della loro grandiosità, possono compiere atti eroici ed encomiabili oppure miserabili. Tuttavia qualunque cosa facciano è finalizzata ad ottenere il riconoscimento degli altri, che per loro è necessario come l’ossigeno.

Eppure, troppo presi dalla perenne sfida successo-fallimento, difettano di quella che gli esperti chiamano empatia: la sana capacità di “mettersi nei panni degli altri”, un ingrediente fondamentale per costruire una relazione intima dove il dare e il ricevere siano egualmente bilanciati.

L’estremo bisogno di essere riconosciuti li rende dunque poco concentrati sui bisogni altrui. Quando sono attenti a chi li circonda lo fanno in funzione di ciò che da loro possono ricevere per sé: approvazione, gratificazione, amore.

Come relazionarsi con un narcisista patologico?

In nome della determinazione ad avere successo, i narcisisti si impegnano (talvolta con ottimi risultati!) nel costruirsi un’immagine brillante e vincente: questo li rende capaci di affascinare. Eppure sono anche molto fragili: temono il rifiuto, l’abbandono, la critica.

Vedersi togliere la propria maschera è traumatico per un narcisista. Immaginate se, improvvisamente, vi trovaste nudi in pubblico: molto probabilmente vivreste un’esperienza di profonda vergogna, ed è questo il tipo di sensazione a cui potrebbe essere esposto un narcisista improvvisamente smascherato.

Se avete a che fare con un narcisista patologico, dunque, siate rispettosi verso la sua ferita. Così facendo egli potrà sentirsi abbastanza sicuro, magari, da rivelarvi anche il proprio bluff, le sue paure, la sua parte più autentica. Relazionarsi con una persona di questo tipo implica innanzi tutto riconoscerle quanto vale, quanto sta facendo per voi, quanto si impegna per accontentare chi ama. Altrimenti le rimanderete l’ennesima (dis)conferma che quello che fa non è mai abbastanza!

Non dimenticate infine di pensare un po’ anche a voi: che sia un parente, un amico o un partner, la relazione con un narcisista patologico vi risucchierà comunque molte energie. Non annullatevi in nome dei suoi bisogni ma coltivate una vita nutriente e appagante; solo così potrete rimanere forti di fronte alle sue critiche, sicuri di voi anche quando cercherà di dimostrarvi che (ovviamente) è sempre lui ad aver ragione.

Se poi le bugie del narcisista, i tradimenti, le svalutazioni nei vostri confronti diventano una costante e superano di gran lunga i piaceri che la relazione apporta, a quel punto spetta a voi decidere che cosa fare.

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