«Droga con la Sprite. Così i nostri ragazzi rischiano di morire» – La Provincia di Cremona

In occasione della giornata internazionale contro l’Overdose, coordinata da una organizzazione noprofit australiana, iniziano a uscire i dati sulle morti per droga.

A fronte di una crescita già negli anni scorsi, in occasione del lockdown pare che la situazione stia ulteriormente peggiorando.

Le overdose crescono anche nelle fasce di età maggiori: sopra i 50 anni l’aumento è del 55% e le sostanze implicate sono prevalentemente cocaina e eroina. Tra i più giovani, le sostanze chiamate in causa sono spesso anfetamine, MDMA e cannabinoidi sintetici.

In Italia, sono Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Lazio e Campania le regioni con il maggior numero di morti, con una media nazionale di 4 casi per milione di abitanti e una netta prevalenza dell’eroina, seguita dai cocktail di farmaci; il numero dei maschi è circa 9 volte quello delle femmine.

Parallelamente, viene dichiarato “impressionante” l’aumento degli accessi ai servizi per le dipendenze per chiedere aiuto per la disintossicazione, avvenuto dopo il lockdown; anche in questo caso spesso per ridurre la quantità di psicofarmaci, oltre che di cocaina e eroina. Un problema particolare è posto dal consumo di sostanze “nuove”, spesso sconosciute anche a chi le assume e difficili da individuare in laboratorio, che mischiate tra loro hanno effetti fatali. Il lavoro dei professionisti in questo caso è particolarmente difficile. L’overdose da eroina può essere gestita con farmaci specifici (il naloxone), per molte sostanze invece non ci sono antidoti specifici.

Le giornate di sensibilizzazione sono occasioni importanti per tentare di mettere sull’avviso chi usa droghe e far conoscere le iniziative di prevenzione e di pronto intervento. Gli interventi educativi e di promozione della cura della propria salute rimangono un pilastro fondamentale per tentare di invertire la tendenza alla crescita di un fenomeno drammatico.