Droga e farmaci da sballo, lo spaccio a ricreazione – La Nazione

Il 15% degli italiani assume psicofarmaci, prevalentemente ansiolitici e antidepressivi, prescritti dal medico, ma l’abuso e l’autoprescrizione ha dimensioni certamente più vaste.  E durante il lockdown le persone che hanno fatto ricorso ad essi sono aumentate. Gli psicofarmaci, pur con effetti collaterali, aiutano a regolare lo stato emotivo spiacevole.

Farmaci: un aiuto temporaneo ma non una soluzione

Se ci si sente soffocare, se si è travolti dall’angoscia, se la tristezza toglie energia, se la paura fa disperare, un farmaco può essere la risposta immediata. Un aiuto temporaneo, quindi, se assunto per le giuste indicazioni e sotto controllo medico, ma non una soluzione: il sintomo si ripropone e la dipendenza si insinua.

L’utilizzo dei psicofarmaci per sballarsi

Per di più, gli psicofarmaci sono usati anche in modo improprio, per “sballare”, aumentando le dosi, associandoli tra loro o con alcol e altre droghe: il commercio illegale è florido e sono facilmente accessibili a tutti le “istruzioni” per sapere come fare. Farmaci usati male, come droghe e come rinuncia a una parte di sé: non c’è la cultura (spesso neppure tra i medici) capace di tenere insieme corpo e mente, che renderebbe possibile utilizzare in modo intelligente l’insieme degli aiuti farmacologici e psicologici per stare bene. Perchè sballare e stordirsi non è stare meglio.