Altro che lockdown: durante il Covid Europa inondata di droga, traffici raddoppiati. Tutti i numeri e le rotte – TPI

Il lockdown fa volare la cannabis in Canada – Metro

Più di 9 miliardi di euro e 4 milioni i clienti in Europa. Il giro d’affari del traffico internazionale di droghe pare sia aumentato notevolmente durante il lockdown, anche se i dati sono ricavati solo indirettamente, grazie alle azioni di polizia: nei primi quattro mesi del 2020, 18 tonnellate (tonnellate! 150 chili al giorno, festivi inclusi) di cocaina sequestrata solo in Belgio (il porto di Anversa è un punto cruciale del traffico di droga europeo).

In una fase in cui tutti hanno avuto difficoltà a muoversi, i narcotrafficanti sono riusciti a passare ogni frontiera corrompendo o intimidendo lavoratori portuali, funzionari di vario tipo, trasportatori. Una rete di persone apparentemente “normali” che, volontariamente o magari costrette, hanno collaborato con il traffico illegale.

Come arriva la droga dalle coltivazioni di altri continenti fino al giardino sotto casa?

Una riflessione su questo aspetto non è inutile anche per chi si occupa di cura delle dipendenze e deve quindi essere consapevole dell’ambiente in cui vivono i propri pazienti. Il traffico illegale, per diffondersi, ha necessità di persone “normali” come interfaccia, che diventano così persone a rischio non solo per gli aspetti penali, ma anche per la sensibilità e la cultura che assorbono.

Cinismo, sfiducia nel prossimo, disprezzo per sé, per gli altri e per le regole sociali, indifferenza, egoismo, arroganza, violenza mettono radici tra le persone che collaborano con lo spaccio e che contribuiscono a formare il tessuto sociale in cui, ingenuamente, si pensa che le persone con problemi di droga debbano “reinserirsi”. Come arriva la droga dalle coltivazioni di altri continenti fino al giardino sotto casa? Quante persone “per bene” devono maneggiarla per garantire tutti i passaggi? 

Una grande attenzione all’ambiente sociale, almeno al microambiente, va posta in ogni intervento di cura, che deve essere pensato in una prospettiva multidimensionale.