Gli antichi ebrei usavano la ganja nel tempio: scoperto uso di cannabis per scopi rituali.  Finestre sull’Arte

Tre archeologi, di cui uno dell’ Israel Museum di Gerusalemme, hanno accertato per la prima volta l’uso rituale di cannabis in un tempio dell’ottavo secolo prima di Cristo a Tel Arad, vicino al Mar Morto, in Israele. Il modo in cui la cannabis veniva bruciata sull’altare rende certo che venisse usata per ricavarne effetti psichici.

L’intreccio tra le droghe e la storia dell’Uomo, i suoi riti religiosi, medici e sociali è strettissimo e universale: i sacerdoti ebrei che inalavano i fumi della cannabis non hanno nulla di cui vergognarsi a fronte di Papi che da Leone XIII a Pio X apprezzarono e prestarono la loro immagine al vino alla coca di Angelo Mariani, chimico francese, che peraltro ispirò il Pemberton’s French Wine Coca, diventato poi, per successive annacquature (togli l’alcol, togli la coca, metti la caffeina), la Coca Cola che noi conosciamo.

Se la Bibbia invita a dare “bevande inebrianti a chi sta per perire, e vino a chi ha l’amarezza nel cuore; beva e dimentichi la sua povertà e non si ricordi più delle sue pene” (Proverbi), forse possiamo vedere la droga e chi la usa con occhi diversi, non velati dal giudizio e dilatati alla comprensione di chi è più umano di quanto crediamo.