La dipendenza affettiva è una modalità di relazione disfunzionale nei legami amorosi associata ad alti livelli di angoscia e a comportamenti compulsivi.

Questa relazione disfunzionale spesso si associa a diversi quadri psicopatologici:

  • i disturbi dell’umore
  • i disturbi d’ansia
  • i disturbi del sonno
  • i disturbi psicosomatici
  • l’anoressia
  • la bulimia

La depressione durante la dipendenza affettiva

Fra i disturbi dell’umore la depressione, sotto diverse forme cliniche, è una presenza quasi costante. Sidney Blatt (professore emerito di psichiatria e psicologia presso il Dipartimento di psichiatria della Yale University) definisce la depressione in corso di dipendenza affettiva anaclitica, caratterizzata cioè da un’alta reattività alla perdita e al rifiuto e da sentimenti cronici di vuoto ed inadeguatezza.

Perché si mantiene il legame, a tutti i costi, con una persona che ci fa soffrire?

Nella love addiction l’altro è visto come la cura, la presenza che permette di sedare la sofferenza. Normalmente sono persone che nell’infanzia non hanno imparato a gestire in autonomia le proprie emozioni negative e, al tempo stesso, sono estremamente diffidenti circa la possibilità che il conforto possa provenire dalla relazione con l’altro.

Quando queste persone entrano in una vita di coppia, trovano solitamente partner che si rivelano lontani dalle loro speranze e dai loro desideri oppure le loro pretese nel rapporto sono effettivamente irrealizzabili. Ma poiché la solitudine è temuta più di qualunque altra cosa, finiscono generalmente per mantenere il legame a tutti i costi da cui la dipendenza affettiva. Ne consegue che la relazione, con i continui conflitti, rotture e ricongiungimenti mai definitivi, diventa foriera a sua volta di vuoto e la depressione allora è inevitabile.

Si può utilizzare il trattamento farmacologico per curare la dipendenza affettiva?

Come uscire allora da questo cortocircuito emotivo dove la cura scelta, per le conseguenze che provoca, è più dannosa della malattia?

Molto spesso si continua a cercare al di fuori di noi qualcosa che sedi questa profonda angoscia, che riempia questo senso di vuoto, che ci faccia smettere di piangere e di pensare. Ed in genere si pensa che attraverso un farmaco si possa porre fine a tutto questo. Ma è davvero la soluzione migliore? Quando è giusto ricorrervi?

Qualsiasi trattamento farmacologico deve tenere conto dei rischi e dei benefici e per questo introdotto da uno specialista solo se il quadro clinico lo richiede.

Come funzionano i farmaci per la cura della dipendenza affettiva?

Come abbiamo già detto i principali quadri psicopatologici associati sono i disturbi dell’umore, i disturbi d’ansia, i disturbi del sonno, i disturbi psicosomatici, quindi, i principali farmaci utilizzati saranno antidepressivi, ansiolitici e modulatori del sonno.

Tali farmaci agiscono aumentando e riequilibrando la disponibilità dei neurotrasmettitori (serotonina, noradrenalina, dopamina) che mediano l’umore, la voglia di fare, il piacere e contengono la sintomatologia ansiosa.

La maggior parte dei farmaci antidepressivi/ansiolitici ha un’azione ritardata di circa 2-3 settimane e non induce dipendenza, altre molecole, invece, come quelle appartenenti alla categoria delle benzodiazepine, hanno un effetto immediato sui sintomi e potrebbero essere considerate una soluzione facile al malessere.

Quali sono i rischi del trattamento farmacologico nella cura della dipendenza affettiva?

Le componenti vincenti di questi farmaci sono l’azione rapida, la bassa tossicità in acuto e la facilità di utilizzo… ma c’è sempre il rovescio della medaglia ed in questo caso il rischio può essere lo sviluppo della tolleranza (aver bisogno di aumentare i dosaggi per conservare l’effetto) e di una seconda dipendenza.

Si potrebbe arrivare, quindi, a curare una dipendenza con un’altra dipendenza: per non sentire dolore assumo il farmaco e per non sentire l’astinenza dal farmaco assumo altro farmaco.

Si alimenta, così, un circolo vizioso che non avrà mai fine.

In definitiva la dipendenza affettiva può essere affrontata ed i farmaci possono essere utili e a volte necessari per gestire determinati stati psicopatologici, ma senza la guida di uno specialista e senza un adeguato percorso psicoterapico possono rivelarsi assolutamente non terapeutici se non addirittura nocivi.

Prenota una Consulenza Online

Ottieni conforto immediato, parlando comodamente online con un nostro specialista.

Controlla i giorni disponibili

In base alle tue preferenze ed esigenze scegli quando vuoi entrare in contatto con il nostro specialista.

Completa il pagamento

Paga in tutta sicurezza attraverso la piattaforma Paypal. Puoi usare il tuo account o

Parla con chi sa ascoltarti

Durante la consulenza un nostro specialista sarà pronto ad ascoltarti e aiutarti a capire meglio i tuoi problemi e come risolverli.